MotoGp: tripudio Rossi a Misano

Il “dottore” diventa infatti il pilota più longevo tra la prima e l’ultima vittoria: 18 anni e 27 giorni sono trascorsi da quella domenica di Brno del 1996 quando vinse la sua prima gara in 125. Il weekend del dottore, se escludiamo la caduta nelle libere, è stato praticamente perfetto,  come ha tenuto a precisare anche il compagno di squadra Lorenzo, finito secondo alle sue spalle. Si tratta anche della prima vittoria stagionale della Yamaha, dopo dodici successi su dodici targati Honda. Rossi e Lorenzo hanno anche approfittato del primo errore stagionale di Marquez, che mentre era all’inseguimento di Rossi si è steso sull’asfalto al nono giro e ha chiuso al quindicesimo posto, portando a casa un solo punto.

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Che potesse essere la gara buona per Rossi lo si era capito dal warmup, dove aveva primeggiato. Lorenzo scatta bene dalla pole davanti a Iannone, mentre è arrembante Marquez, partito quarto e ritrovatosi subito secondo. Rossi comunque impiega poco per superare sia il compagno di squadra che il campione del mondo in carica e passare al comando. Lorenzo si mostra presto incapace di tenere il ritmo dei rivali, complice l’errata scelta di montare una gomma anteriore dura, e allora il duello diventa tra Marquez e Valentino. Al nono giro, con Rossi davanti, Marquez cade per la prima volta in stagione, lasciando il via libera al rivale e alla doppietta Yamaha. Del resto quando guidi sempre al limite, e più di una volta anche oltre, prima o poi paghi dazio. Rossi chiude in solitaria davanti a un pubblico letteralmente impazzito, e la festa continua sul podio, dove per la prima volta in stagione suona finalmente l’inno di Mameli, dopo ben dodici marce reali.

Detto di Marquez, di cui comunque va ammirata la grinta e la caparbietà con cui è andato alla caccia di un punto (era ventesimo dopo la caduta), poteva andar meglio per Lorenzo, che era visibilmente insoddisfatto malgrado il quarto secondo posto consecutivo. La scelta della gomma anteriore dura non ha pagato e lo ha costretto lontano da Rossi. A questo punto resta anche l’unico dei “big 4” a non aver ancora vinto una gara quest’anno. Pedrosa è finito sul podio, ma non è mai stato competitivo, davanti alle Ducati di Dovizioso e Iannone. Nonostante il solo punto ottenuto, il Mondiale resta saldamente in mano a Marquez, che però vede ridursi a 74 le lunghezze di vantaggio su Pedrosa, a sua volta riavvicinato a un solo punto da Rossi.  Per Lorenzo difficile, malgrado il filotto di secondi posti, la rincorsa al secondo e terzo posto della generale.

Marquez però non potrà diventare campione del mondo sul circuito di Aragon tra due settimane, ma dovrà aspettare almeno ottobre, dove tra Motegi e Philip Island dovrebbe arrivare, salvo imprevisti,  il bis iridato.

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Alessandro Paparella

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