Rossi: autentico capolavoro in Catalogna

Valentino Rossi vince di nuovo in Spagna. Dopo il trionfo di Jerez arriva anche quello di Barcellona, gioia doppia quindi per il pilota di Tavullia che sta raggranellando punti pesanti proprio nella tana del lupo, che si chiami Marquez o Lorenzo poco importa. Importante poi, il risultato del Dottore perché arriva con grande reazione dopo la delusione del Mugello, che lo avevo visto ritirarsi per una rottura del motore e rimanere indietro in classifica. Ma tutto ciò è niente: sono state le modalità del successo a dirci molte cose di Rossi.

Dopo l’incidente fatale di Salom avvenuto venerdì, la direzione gara ha deciso dei cambiamenti del tracciato inserendo due varianti: una nella curva 9 e l’altra nella curva 12 della pista, quella in cui è avvenuta la tragedia. Dopo il cambio di tracciato, le Yamaha hanno iniziato ad avere problemi seri e sia le Honda che le Suzuki si sono comportate mediamente meglio nelle successive due prove, quelle del sabato. Se è vero che Lorenzo è riuscito ad arrivare secondo nelle qualifiche, vero è pure che, non solo prendeva quasi mezzo secondo di distacco dal pole man, Marquez, ma comunque manifestava problemi di passo gara e le Yamaha stavano soffrendo tanto che entrambi i piloti ufficiali si erano lamentati del doppio cambio nel circuito. Per essere competitivi quelli del team Yamaha hanno deciso di utilizzare pneumatici più morbidi di quelli usati dalla concorrenza che avrebbero garantito un buon inizio, per partire bene insomma, ma che avrebbero creato problemi seri nella seconda parte della gara con la loro più accentuata usura, anche perché le temperature in occasione della gara erano abbastanza alte. Queste erano le premesse essenziali per capire cosa ha combinato l’arzillo trentasettenne al Montmelò. Arrivati al dunque, mentre Lorenzo non è riuscito a trovare il bandolo della matassa, il team di Valentino Rossi, con un cambio sostanziale nella configurazione dell’elettronica, è riuscito ad adeguare la moto al nuovo tracciato. Qui inizia l’epica. Rossi parte in seconda fila e dopo la prima curva è ottavo mentre, grazie a una buona partenza, Lorenzo, Marquez e Pedrosa, piazzatisi nelle prime posizioni, iniziavano a scappare. Inizia la rimonta: dopo poche curve il Dottore è sesto ed è il più veloce nel primo giro. Nel secondo giro sorpassa Vinales e Iannone mettendosi all’inseguimento del terzetto di spagnoli. Poi scavalca Pedrosa, lo stacca e raggiunge Marquez. Durante il quinto giro, Rossi scavalca Marquez e si attacca a un Lorenzo che sembra in difficoltà. Infatti il Dottore lo sorpassa dopo poche curve. A quel punto Marquez si infiamma e sorpassa a sua volta Lorenzo. La coppia di testa Rossi-Marquez scappa quando mancano 19 giri alla fine della gara. Marquez non si lascia staccare e rimane sulle code del pilota di Tavullia forte del fatto che l’usura dei pneumatici di Rossi l’avrebbe, alla fine, fatalmente avvantaggiato. Indietro Lorenzo, sempre più in difficoltà, viene sorpassato da Pedrosa e poi dalla Suzuki di Vinales e viene tampinato da Iannone, indubbiamente il più in palla dei due ducatisti.

Ma la “iannonata” è dietro l’angolo e il pilota di Vasto non si smentisce: a nove giri dalla fine, quando oramai il sorpasso sembrava imminente, l’abruzzese stacca così tardi nella curva 10 che sperona il maiorchino buttandolo e buttandosi fuori, ancora una volta. Davanti, Rossi e Marquez rimangono appiccicati e nessuno dubita che alla fine lo spagnolo sorpasserà Rossi, dato che l’italiano sta rallentando il ritmo mentre Marquez è in grado di andare più rapido. A 5 giri dal termine Marquez attacca e sorpassa ma con l’incrocio delle traiettorie è Rossi a rimanere in testa. A tre giri dal termine arriva il sorpasso ma lo spagnolo non riesce a seminare il Dottore che gli rimane francobollato. A due dal termine Rossi si rimette in testa riuscendo a resistere ai successivi attacchi di Marquez e vincendo la gara. Stratosferico!

 


Alla fine, prima di salire sul podio, Rossi stringe la mano dello spagnolo. Il primo gesto di distensione dopo la rottura dei rapporti consumatasi l’anno scorso per le note vicende. Intervistato in merito, Rossi dice che, dato che ciò che fanno è molto pericoloso (alludendo alla vicenda Salom) e richiede molta concentrazione, correre con astio reciproco potrebbe portare a errori dati dalla rabbia e questi vanno evitati dato che è possibile farlo. Sul podio per la prima volta durante questa stagione i due piloti si sono applauditi. Un’altra lezione … del Dottore.

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Francesco Corrado