Moto GP: corre bene chi corre fino all’ultimo

E’ lo slogan con cui possiamo sintetizzare la gara di moto gp di Argentina, alla fine della quale, all’ultima curva (ma proprio l’ultima) due Ducati erano destinate oramai a salire sul podio e invece niente… Uno Iannone in piena trans agonistica cerca un disperato sorpasso sul compagno di squadra ma esagera, scivola con l’anteriore falciando il malcapitato Dovizioso e manda all’aria una gara ottima dall’inizio alla fine. Questo è ciò che capita all’ultima curva certo, ma prima c’erano stati 20 giri da infarto.
Per usare un eufemismo la gara parte incasinata da subito: i pneumatici della Michelin hanno qualche problema ancora ignoto che ha comportato fin’ora un brutto incidente a Loris Baz nei test in Malesia e un rischio pazzesco per Scott Redding durante le ultime prove a Termas de Rio Hondo. Non si è trattato di esplosione ma della perdita del compound esterno che si è distaccato dalla carcassa dello pneumatico, cosa che ha allarmato la direzione gara, gli ingegneri Michelin, i piloti e i team, insomma tutto il circo della moto gp. A parte i ritardi e le cautele che hanno accompagnato le qualifiche tutto ciò ha consigliano alla race direction di ridurre i giri totali della gara a 20 ed imporre a metà della prova il cambio moto per evitare usura e surriscaldamento dei pneumatici. A tutto ciò si è unita la pioggia che caduta proprio domenica mattina ha cambiato le carte in tavola visto che le varie prove e le qualifiche si erano svolte in condizioni di asciutto. Insomma una gara quasi al buio, ma tant’è, lo spettacolo inizia.

Appena partiti si vede che Jorge Lorenzo è in seria difficoltà, Marquez e Rossi scappano in fuga seguiti da Iannone e Dovizioso che si danno battaglia facendo rientrare su di loro Vinales. Dopo pochi giri Miller cade e poco dopo anche Lorenzo va giù, così il vincitore del gp di Quatar è fuori dai giochi e Pedrosa si ritrova sesto. Rossi e Marquez vanno a ritmi record e battagliano: hanno praticamente lo stesso passo ma Rossi migliora con l’avvicinarsi del cambio moto pur non riuscendo a superare lo spagnolo. Così si arriva al 10° giro in cui il duo in testa cambia moto ma al rientro dai box lo spagnolo continua con il suo ritmo indiavolato mentre Rossi non trova il feeling con la moto ed inizia ad andare pianino, ma proprio pianino. Marquez se ne va a vincere la gara mentre Vinales, Iannone e Dovizioso iniziano a guadagnare oltre mezzo secondo a giro e stanno per recuperare il Dottore che dopo aver fatto una prima parte di gara alla grande ed aver lottato per la vittoria inizia a paventare un risultato di ben più basso profilo. Con l’andare dei giri Rossi recupera un po’ di performance ma i tre inseguitori si fanno sempre più sotto.

A 3 giri dalla fine Vinales cade e lascia spazio ai due ducatisti che partono all’assalto di Rossi: assalto che riesce un minuto più tardi. E’ Iannone ad attaccare Valentino ma ad infilzare entrambi ci pensa Dovizioso che si mette in testa al terzetto. Rossi cerca di risorpassare Iannone ma non ci riesce e nell’ultima S prima del traguardo è proprio l’abruzzese ad attaccare Dovizioso con un sorpasso eccessivamente ardito e cadendo lo trascina giù. Valentino Rossi ringrazia e finisce secondo, mentre scuotendo il capo per una prestazione non buona, un umile Pedrosa passa sul traguardo in terza posizione ma con 28 secondi di distacco dal vincitore: lo spagnolo ammetterà di essere stato fortunato ma alla fin fine lui in fondo ci è arrivato gli altri no e l’elenco dei caduti è lungo. Per la cronaca Dovizioso taglierà il traguardo spingendo la moto finendo tredicesimo e raggranellando 3 punticini che sono solo meglio di niente.
Dopo due gran premi di Moto Gp la classifica vede Marquez al comando con 41 punti, seguito da Rossi a quota 33, Pedrosa 27, Lorenzo 25 e Dovizioso 23. Il prossimo fine settimana il circo della moto gp si sposterà in Texas per il Gran Premio delle Americhe. Ci attende un’altro show?

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Francesco Corrado