Monologo Bayern, finale tutta tedesca

Alla vigilia le speranze di rimonta per i blaugrana non erano poi molte, considerando lo scarso periodo di forma e soprattutto i problemi fisici di Messi, rimasto in panchina per tutta la partita. Certo è che uno 0-3 casalingo resta un punteggio anomalo se si parla di Barcellona.

Parlando invece dei bavaresi le parole di elogio per gli uomini di Heynckes sono finite da un po’. Anche al Camp Nou il dominio baverese è stato lampante, mai c’è stato un momento in cui è trasparsa la sensazione che il Barca potesse rimontare. Nel primo tempo il Bayern in contropiede ha spesso minacciato la squadra di Villanova, nel secondo tempo ha affondato i colpi del definitivo ko. Robben ha aperto le danze con un gran gol di sinistro a giro, poi l’autorete di Piquè e nel finale il sigillo di Muller hanno arrotondato il punteggio.

Il tutto mentre Messi rimaneva in panchina e anche Xavi e Iniesta venivano sostituiti, quasi a voler testimoniare la resa dei leader storici del Barca.

E’ così il Bayern a qualificarsi per la finale di Champions League a Wembley, dove se la vedrà con un’altra tedesca, il Borussia Dortmund, carnefice del Real Madrid.

Bayern che in quella che sarà la prima finale tutta tedesca della storia avrà i favori del pronostico, per una questione di valori in campo e anche di esperienza (nel finale thriller del Bernabeu si è vista la scarsa familiarità del Dortmund con questi palcoscenici), ma sottovalutare i ragazzi terribili di Jurgen Klopp potrebbe essere un errore fatale.

Il rimpianto del Barcellona può essere quello di aver incontrato la squadra più forte e più in forma nel suo momento peggiore, ma analizzando quanto fatto dal Bayern in Champions e Bundesliga è giusto dire che la squadra più forte del momento sia arrivata in finale.

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Alessandro Paparella

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