Il boom del Poker Texas Hold’em: La svolta grazie a Moneymaker

 

Fino a qualche anno fa il Texas Hold’em veniva ritenuta una disciplina riservata solo a giocatori professionisti e a ricchi uomini di affari che regalavano con gioia piccole parti dei loro guadagni stratosferici agli squali del tavolo verde. Poi il cinema, la televisione ed internet hanno reso questo mondo accessibile a un numero sempre maggiore di persone. Ma qual è stato l’evento che ha fatto da spartiacque tra un “poker d’elite” e un “poker popolare”?

Quella che sto per raccontarvi è una favola apparentemente adatta ad un pubblico adulto e responsabile, non perché la materia sia cruda o volgare, ma perché potrebbe spingere i vostri pargoli a piazzarsi tutta la notte davanti ad un computer, invece di dormire. Certo se voi foste dei genitori davvero speciali, riuscireste ad utilizzare questa storia in maniera costruttiva per i vostri figli.

Il protagonista è un ragazzone di Atlanta, contabile di professione, ma da sempre appassionato di scommesse sportive e di giochi di carte. Uno come tanti, se non fosse per il suo nome a dir poco profetico Chris Moneymaker. Il Nostro si iscrive ad una poker room tra le più famose del mondo, Pokerstars, con il nick “Money800” e riesce a vincere,tramite un torneo satellite pagato appena 39 dollari, l’iscrizione al Main Event delle World Series of Poker del 2003 dal buy-in per lui altrimenti inaccessibile (10.000 dollari). La leggenda narra che Chris non avesse neppure i soldi per pagarsi il viaggio a Las Vegas, fu un suo amico a prestarglieli in cambio di una percentuale sull’eventuale vincita. Il 27enne americano giocò alla pari con mostri sacri del poker mondiale. L’ultimo ostacolo per la vittoria finale rimase l’esperto giocatore Sammy Farha. La mano decisiva vide il 5♦ 4♠ di Moneymaker scontrarsi con il J♥ 10♦ di Farha. Il board recitò J♠ 5♠ 4♣ 8♦ 5♥ con il full che regalò al nostro beniamino il braccialetto di platino ed una prima moneta da 2,500,000 dollari. Era il suo primo torneo dal vivo.

“Non avevo idea che sarei diventato la persona capace di cambiare il poker per sempre” disse qualche anno dopo il giovane campione del mondo. Chris rappresentò il coronamento del sogno americano, un ragazzo comune, un principiante che sconfisse, contro ogni pronostico, fior fiori di professionisti. Si creò l’illusione che chiunque potesse, con un po’ di fortuna, portare a casa il ricco montepremi del Main Event. Emblematico il fatto che l’anno successivo alla vittoria di Moneymaker i partecipanti al torneo addirittura triplicarono. Questo, che si può considerare come il vero e proprio boom del Texas Hold’em, è noto come “Effetto Moneymaker”, della serie “se c’è riuscito lui perché non potrei riuscirci io”?

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Marco Fabio Ceccatelli

Classe '85, shark dei tavoli da poker e delle tavole imbandite, scrivo per dare libero sfogo ad una follia neanche troppo latente. "Se perseverare nel gioco è diabolico, potete chiamarmi Belzebù".