Mondiali di Beaver Creek: la classe non è acqua

Inizia alla grande il Campionato del Mondo di sci alpino negli Stati Uniti. Ieri sera sulla Raptor di Beaver Creek, una pista già difficilissima di suo, il vento e la presenza incostante del sole hanno reso il super G femminile davvero complicato quanto imprevedibile ed emozionante. Le atlete che si sono succedute al cancelletto di partenza hanno incontrato condizioni anche sostanzialmente diverse, soprattutto di visibilità, che per alcune è stata buona lungo tutto il tracciato, mentre per altre è stata all’opposto pessima durante tutta la prova: a ciò si deve aggiungere la presenza di un vento a tratti anche forte, capace non solo di ridurre ulteriormente la visibilità, ma soprattutto di spostare letteralemente delle atlete che viaggiano spesso sopra i 120 km/h e che quindi sono leggerissime.
La classe però non è acqua e delle quattro atlete che hanno fatto la storia recente della disciplina tre sono salite sul podio nonostante siano scese in condizioni difficili: Anna Fenninger (campionessa olimpica) è oro, Tina Maze (campionessa del mondo in carica) è argento e Lindsey Vonn (la più vincente supergigantista di sempre) è bronzo. Inutile poi recriminare sul fatto che la Fenninger abbia avuto migliori condizioni di visibilità nel finale o abbia incontrato meno vento delle colleghe salite con lei sul podio: l’austriaca ha di certo beneficiato di miglior condizioni generali ma paradossalmente è riuscita a fare la differenza nella parte iniziale del tracciato dove ha incontrato in buona sostanza la stessa situazione delle avversarie.
La Vonn e la Maze possono comodamente essere insoddisfatte del risultato: il distacco dalla Fenninger per entrambe è di pochissimi centesimi e… se non avessero beccato tutto quel vento? Con i se e con i ma non si fanno i risultati sportivi e comunque questi fattori rientrano nelle regole del gioco come ha detto espressamente la slovena. La Fenninger poi, campionessa di sportività, finita ripetutamente quest’anno in seconda posizione in CDM, ha detto di aver avuto un po’ di fortuna ed è proprio così: un pizzico di fortuna e niente più. Quindi va bene così. Ogni appassionato di sci sa benissimo che quello di ieri sera è un podio delle meraviglie. L’immagine, l’istantanea che sintetizza il superG femminile dei Mondiali di Beaver Creek rimarrà la gioia della Fenninger che all’arrivo si accascia al suolo sopraffatta dalla felicità, proprio lei sempre così contenuta e misurata nelle manifestazioni sia di gioia che di dispiacere.
Una nota di merito va data a Cornelia Huetter, finita quarta. Non per il piazzamento in sè che in un Campionato del Mondo vale niente, ma per la prestazione che è stata dello stesso livello delle campionesse già menzionate e decisamente superiore alle altre: in casi come questo, anche se di legno, una medaglia andrebbe consegnata davvero.
Lara Gut era la quarta incomoda della gara di ieri in quanto detentrice della coppa di disciplina conquistata l’anno scorso grazie ad una sfilza di vittorie impressionante: per lei un settimo posto frutto di una prova mal interpretata e tanta voglia di rifarsi in discesa libera.
Le azzurre, finiscono nelle retrovie col decimo tempo della Curtoni, il dodicesimo di Nadia Fanchini ed il diciottesimo della Marsaglia. Daniela Merighetti (operata solo pochi giorni fa) cade dopo le prime porte.
Questa sera ci sarà il super G maschile dove al contrario del femminile abbiamo probabilità concrete e non solo possibilità teoriche di salire sul podio. La gara viene trasmessa da Raisport 2 alle ore 19:00.

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Francesco Corrado