Mondiali 2018: il punto dopo il primo turno

MONDIALI 2018: IL PUNTO – Il primo turno di partite di questi Mondiali di Calcio in Russia si è concluso e, al netto delle numerose sorprese, è già possibile trarre alcune conclusioni in merito a quanto visto in campo. Tra giocatori che si confermano ad altissimo livello, passando per le sorprese e per i protagonisti inattesi. Il primo verdetto emerso dagli incontri della prima tornata è l’assoluta difficoltà di tutte le big presenti nella massima competizione. Di tutti i top team, infatti, solamente Francia, Inghilterra e Belgio hanno rispettato i favori del pronostico cogliendo tre importanti vittorie. Se per il Belgio la partita contro Panama non è stata mai in discussione, Inghilterra e Francia hanno vinto le rispettive partite unicamente nei minuti finali ed entrambe grazie a due episodi abbastanza fortunati. L’Inghilterra però ha dominato nettamente il suo incontro con la Tunisia, mentre la Francia ha faticato moltissimo contro l’Australia.

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I gironi di Russia World Cup

MONDIALI 2018: LA CADUTA DELLE GRANDI – Per le altre grandi sono arrivati numerosi stop inattesi. Spagna e Portogallo hanno impattato 3-3 il match più bello visto fino ad ora. Cristiano Ronaldo si conferma il giocatore più forte al mondo e il primo candidato alla vittoria del Pallone d’oro 2018. La Spagna, dopo il caos allenatore, si è riscoperta vulnerabile in difesa e con un gioco meno spettacolare del solito. L’Argentina è stata bloccata sull’1-1 dall’Islanda, anche a causa di un rigore sbagliato da Messi. Il numero 10 dell’albiceleste, ancora una volta, è venuto meno in una gara internazionale, schiacciato dal peso delle responsabilità e della maglia che porta sulle spalle. Ha un intero mondiale per riscattarsi, ma la sua avventura con la massima rappresentativa rischia davvero di diventare un neo in una carriera già quasi leggendaria. Il Brasile è stato fermato, con le buone e con le cattive, dalla Svizzera. Sembrava poter dominare l’incontro, grazie al gol più bello del primo turno di Coutinho, ma ha finito per subire il pareggio su calcio da fermo e non è riuscita a scardinare la solida difesa degli elvetici, bravi a intimidire costantemente la stella verdeoro Neymar. I campioni del mondo della Germania sono stati letteralmente travolti dal Messico, in quello che, a tutti gli effetti, è stato il vero risultato a sorpresa di questo inizio di mondiale. Lozano ha affondato le certezze dei tedeschi, vulnerabili in difesa come raramente si era visto.

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La squadra simbolo del primo turno: il Messico

MONDIALI 2018: LE RIVELAZIONI – La Russia, padrona di casa, è stata sicuramente tra le rivelazioni del torneo, in grado in due partite di iniziare con sei punti contro Arabia Saudita ed Egitto. Le altre grandi sorprese del torneo, oltre al già citato Messico, sono state sicuramente il Giappone, in grado di superare la talentuosa Colombia e il Senegal, che si è imposto per 2-0 sulla Polonia, considerata una delle papabili outsider. Bene anche la Serbia, trascinata dal romanista Kolarov e la Croazia di Modric e Mandzukic. Una menzione d’onore per l’Iran, attualmente primo nel girone con Spagna, Portogallo e Marocco, grazie alla vittoria su questi ultimi.

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Il deludente Neymar

MONDIALI 2018: L’ANALISI – Quello che sembra evidente, dopo questa manciata di partite, è che i giocatori delle squadre più forti, reduci da una stagione massacrante, hanno avuto notevoli difficoltà a smaltire i carichi di lavoro impostati per arrivare in fondo alla competizione. D’altro canto, tutti quei giocatori che militano in realtà minori, e per i quali il mondiale è la vetrina della vita, sono arrivati ai nastri di partenza carichi come non mai, pronti a mettere in campo il frutto del lavoro di mesi, se non di anni. Ecco spiegate le numerose debacle alle quali abbiamo assistito. C’è anche da dire che la globalizzazione ha notevolmente avvicinato gli aspetti tattici delle varie nazionali. Anche Panama, o le squadre africane, un tempo disorganizzate e anarchiche, oggi sono tatticamente impeccabili, con assetti difensivi solidi e pronte a colpire in contropiede. Non esistono più le squadre materasso, ogni partita va giocata e vinta anche contro gli ultimi arrivati. In attesa delle partite della seconda giornata e della probabile ripresa delle big, continuiamo a godere di questa competizione imprevedibile e affascinante, con il rammarico di non poter commentare i nostri azzurri, rimasti a casa dopo oltre mezzo secolo.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.