Tenacia, duro lavoro e uno “scorpione”: Mkhitaryan si prende il Man Utd

Alla fine Henrikh Mkhitaryan si è preso il Manchester United. Gli sono serviti quattro mesi, al giocatore armeno più forte della storia, per conquistare la fiducia di José Mourinho. E lo ha fatto a modo suo, segnando solo gol belli. “Tutta la sua carriera è piena di gol spettacolari”, ha detto il portoghese ieri pomeriggio, al termine del match tra il suo United e il Sunderland. Il motivo? L’autentica magia fatta da Mkhitaryan. Un gol da antologia con uno scorpione volante che entra dritto nella storia della specialità. Cross al bacio di Ibrahimovic dalla destra, l’armeno impatta alla perfezione il pallone col tacco destro e sigla il gol del 3-0. Magistrale l’esecuzione, fatta di coordinazione, fantasia e una gran precisione. Terzo gol consecutivo (al netto dei 15 giorni di stop per infortunio) e un posto da titolare conquistato a suon di gol e prestazioni convincenti: “Non segna e basta – ha continuato Mou – ma fa anche un importante lavoro difensivo e sono contento che sia tornato così bene dall’infortunio, per potersi prendere tutto l’affetto e la vicinanza del pubblico di Old Trafford”.

Gli infortuni, capitolo importante dei suoi primi 4 mesi in maglia Red Devils. Fortemente voluto da José Mourinho, Mkhitaryan è stato acquistato la scorsa estate dal Borussia Dortmund per oltre 30 milioni di euro. Doveva essere uno dei gioielli del nuovo corso del portoghese, ma complice l’andamento altalenante del suo Manchester United, insieme a una forte concorrenza con i tantissimi campioni a disposizione nel reparto avanzato, l’armeno, soprattutto a inizio stagione, ha trovato pochissimo spazio. Poi a inizio settembre l’infortunio muscolare con la maglia della Nazionale. Alcune settimane di stop e poi il ritorno, ma solo in allenamento. Visto che la presenza dell’armeno in campo inizia a diventare un caso:  “Non è infortunato, si sta allenando con la squadra al 100% ma ci sono giocatori che hanno bisogno di tempo per adattarsi a certi ritmi ed essere i top player che sono”, ci tenne a specificare Mourinho a fine ottobre.

Grazie al duro lavoro e spirito di sacrificio con cui si è guadagnato la fiducia di Mourinho, a inizio dicembre arriva la svolta, con prestazioni convincenti e gol. Soprattutto il primo, quello che ha regalato la qualificazione in Europa League contro gli ucraini dello Zorya. Un assolo che ha definitivamente fatto capire che i 30 milioni spesi in estate non erano stati un grande abbaglio. Lo stesso Mourinho alla fine di quella partita ebbe parole al miele per Mkhitaryan: “Ha avuto una mentalità vincente, era deciso a combattere con il suo difficile adattamento. Ha lavorato duramente fisicamente e tatticamente, il talento lo ha sempre avuto e lo sapevamo quando l’abbiamo comprato. Sono contento per lui“.

Quattro giorni dopo il bis, contro il Tottenham. Altro gol bello e pesante che ha aperto definitivamente la sua esplosione in Premier League. Un gioiello che però non ha fatto dimenticare al giocatore armeno quanto sia stato difficile accettare, all’inizio della sua avventura al Manchester United, di essere costantemente ai margini della squadra: “Non è stato facile aspettare ogni volta la partita successiva per sperare di giocare. Ho atteso più di due mesi e alla fine ho avuto la mia occasione. Ho fatto di tutto per rendere tutti orgogliosi di quanto faccio in campo. È sempre difficile essere dall’altra parte, quando non puoi fare nulla per aiutare la squadra. Ma ho lavorato duro per tutto questo“. Ieri la definitiva consacrazione, con una gemma destinata a rimanere come uno dei migliori gol del 2016. Il giusto premio per la costanza e la tenacia nel non mollare, dopo infortuni e poca fiducia. Per guardare con ottimismo al nuovo anno.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.