Milano insegue le Final Four, ma occhio al Maccabi

Tutto pronto al Mediolanum Forum per l’attesissima gara di una dei quarti di finale di Eurolega, Milano ospita il Maccabi Tel Aviv per centrare un appuntamento con la storia atteso da tanti, troppi anni.

Archiviata la passerella azzurra dell’All Star Game, l’attenzione della pallacanestro italiana è tutta rivolta alle Final Four di Eurolega, presentate l’altro ieri a Palazzo Marino alla presenza del Sindaco Pisapia e del Presidente dell’Eurolega Jordi Bertomeu, che dal 16 al 18 maggio saranno in scena quest’anno proprio nel capoluogo lombardo.  Così come la Juventus che si sta giocando la finale di Europa League tra le mura amiche, l’Armani Jeans ha a portata di mano un traguardo storico: tornare dopo ben diciassette anni tra le prime quattro squadre europee e giocarsi l’Eurolega in casa supportata dal suo pubblico, ma l’ostacolo che ha di fronte profuma di mito e le insidie dietro l’angolo contro la corazzata israeliana sono tutt’altro che secondarie. E’ pur vero che in questa stagione i quattro volte vincitori dell’Eurolega sono partiti in sordina dimostrando qualche limite anche in campionato con un bilancio di 20-6, ma il roster resta di prim’ordine e profondo in ogni ruolo in grado di alternare quintetti diversi l’uno dall’altro. Vigilia travagliata per i campioni di Israele con il perno del team di coach David Blatt il centrone ben noto ai media italiani, Sofoklis Schortsanitis resosi protagonista di un’invasione di tribuna contro un tifoso dell’Hapoel Tel Aviv reo di averlo insultato con chiari riferimenti razzisti.

Attorno a Big Sofo ruota tutta una serie di atleti non di primissima fascia e all’apice della carriera, ma occhio a sottovalutare gente come Ricky Hickman, guarda classe 1985 visto anche in Italia in due ottime stagioni tra Casale e Pesaro, e David Bluthental vera bandiera del team e uomo di fiducia di Blatt con i suoi quasi 10 punti in 24 minuti di utilizzo. A questi si uniscono il talento dell’ex Avellino Devin Smith alterno, ma pronto a scaldare la sua mano calda quando il gioco si fa duro e il play Tyrese Rice in grado di cambiare marcia nei suoi 20 minuti scarsi di utilizzo. Sotto le plance a dar a manforte a Schortsanitis, che viaggia a 9,8 punti di media in 15 minuti di utilizzo, che raramente riesce a gestire la situazione falli una serie di ali forti come gli esperti l’israeliani Pniny e Ohayon uniti alla sostanza dell’australiano Ingles e ai chili dell’ex Cantù Alex Tyus e Shawn James ai quali si sono aggiunti i 206 centimetri di Andrija Zizic. Serie lunga al meglio delle cinque partite (le prime due e l’eventuale bella a Milano) contro un avversario decisamente alla portata, ma comunque fastidioso ed abituato a i palcoscenici che contano come giustamente sostiene coach Luca Banchi ben consapevole della ghiotta occasione, ma giustamente cauto nelle previsioni. Non ci resta che attendere stasera per capire meglio di che pasta è fatta Milano, l’atmosfera è quella giusta e il valore dell’Armani, che ritrova Langford, è superiore e i 12.000 tifosi che accorreranno in massa al Forum saranno pronti a sostenere il sogno delle mitiche scarpette rosse.

Vuoi commentare l'articolo?

Fabio Bandiera

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->