Maratona Italia in Davis ma vince il-Canada

Siamo dunque 2-1 per I canadesi che nel doppio dei quarti di finale di coppa Davis hanno gioito per la vittoria sul cemento indoor di Vancouver. Daniel Nestor e Vasek Pospisil con un faticato 6-3 6-4 3-6 3-6 15-13  hanno srappato il sorriso dalla faccia degli azzurri.

Questo round si è chiuso così. Adesso sarà il turno del nostro Seppi a cui spetta il compito più arduo. Se la vedrà con il munero 1 canadese e 16 al mondo Milos Ranoic. Un successo che darebbe all’Italia un’altra chance: in caso di vittoria, infatti, diventerebbe decisiva la sfida tra Levine e Fognini o Lorenzi.

A giustificare la prova dei nostri un fattore importante. Fognini e Bracciali giocavano insieme per la prima volta. Sono riusciti a tenere vivo il set determinate del match fino a farlo durare 2 ore e 7 minuti. Una maratona emozionante simile all’ ultimo incontro dove era stato il nostro Seppi a iniziare una bella rimonta prima di un’importante vittoria proprio contro Pospisil.

Il primo set giocato con distrazione. Se ne è andato rapidamente ( in ventisette minuti  subito 6-3). Il secondo, qualche minuto in più, si arriva al punteggio di 6-4 in 35 minuti. Con i titoli delle copertine già pronte, sul 3-1 per il Canada, si assiste alla ribalta italiana. Gli azzurri breakkano e resettano la partita. I nordamericani spaventati sono in confusione. E i nostri ne approfittano per bene. 40 minuti di gioco ed è 6-3 per la coppia Fognini-Bracciali. Il 4 set è la replica del terzo. Parità dunque e si decide al quinto. E’ equilibrato anche l’avvio di set. Nestor rivede la luce e torna a concentrarsi, ma gli ci vogliono comunque 127 minuti per affondare il duo italiano. 15-13 per i canadesi e per noi, purtroppo tutto da rifare!

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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