Mi hanno regalato un sogno: Bebe Vio vince la sua medaglia d’oro

Bebe Vio, classe 1997, occhi profondi e sorriso che incanta, ecco la piccola veneziana che lo scorso 19 settembre ha conquistato la medaglia d’oro a colpi di fioretto .

Già campionessa europea nel 2014, ora si aggiudica il titolo mondiale nei giochi paralimpici di Eger battendo l’ungherese Gyongyi Dani, con un netto 15-4.

E’ ancora incredula, Beatrice, eppure è davvero, meritatamente sul tetto del mondo.
La passione per la scherma la coltiva sin da piccola, all’età di cinque anni alle barbies prefrisce tirare ed esplorare, fioretto e scoutismo colorano la sua infanzia, ma appena undicenne viene colpita da una meningite fulminante, alla quale seguono infezione e necrosi degli avanbracci e delle gambe, l’amputazione degli arti si rende necessaria.

Ma Bebe non è certo una che si fa abbattere, dopo la degenza in ospedale durata qualche mese, riprende subito la scuola, e vorrebbe con tutta se stessa ritornare in pedana.

Lei, in difesa proprio non ci sta, Beatrice la guardia la impugna e a suon di scoccate attacca la vita, dopo il buio postumo, grazie all’ art4sport e un team di tecnici specializzati riesce a realizzare il suo sogno, carrozzina e protesi, così, più forte di prima si cimenta nella scherma agonistica, è già una promessa, la stessa che botta dopo botta si sta realizzando, prima campionessa italiana under 20, poi il titolo assoluto, ora l’oro mondiale.

Bebe si racconta con grande semplicità ed energia: “Ho ricominciato in carrozzina, infilando il fioretto nel braccio. All’inizio non ero molto convinta, pensavo fosse un po’ da «disabili» e invece… è ancora meglio!!! È diverso perché le carrozzine sono bloccate su una pedana, sei davanti alla tua avversaria e non puoi indietreggiare, puoi solo attaccare, e a me piace attaccare!”

“Mi hanno regalato un sogno”, la scherma, lo spritz e le Paralimpiadi, la piccola grande schermitrice dipinge la sua vita in un libro autobiografico ed esorta tutti i ragazzi, che stanno affrontando o hanno affrontato un momento come il suo, ad uscire, a darsi una svegliata, perchè “la vita è comunque una figata”, dopo tutto la prefazione è di Jovanotti.

La sua canzone preferita è «Sono un ragazzo fortunato» , già perchè Beatrice si sente esplosivamente fortunata: “mi sono accorta di avere tanti amici e ogni giorno realizzo quanto è bello lo sport, e la vita”.

Super Bebe, ieri conquista anche il bronzo nel fioretto a squadre femminile, trascinando le compagne fino al 45-38 contro la Russia.
Ora c’è da aspettare Rio 2016, il sogno più grande per questa esemplare campionessa, Forza Bebe, il tifo è tutto per te, intanto il biglietto è già staccato.

Vuoi commentare l'articolo?

melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".