Leicester: la favola tra le migliori 8 d’Europa

CHAMPIONS LEAGUE – La partita della Juventus ha detto poco o nulla. Più che altro ha confermato quello che si era visto all’andata: la supremazia dei bianconeri, soprattutto tecnica e fisica. L’unica nota negativa è stata l’evidente deconcentrazione subentrata durante il secondo tempo, dovuta alla sicurezza della qualificazione: errori nel palleggio, finezze tecniche troppo elaborate, chiusure tardive. Atteggiamento, dunque, che ha permesso al Porto di trovare più spazi e di rendersi pericoloso dalle parti di Buffon, senza però colpo ferire. Detto questo, a elettrizzare la serata ci ha pensato il Leicester, quel Leicester capace di sorprendere, ancora una volta. Stiamo parlando del Leicester ai quarti di finale di Champions League.

morgan leicester ai quarti

L’esultanza di Morgan dopo il gol

Dopo un percorso quasi netto nel girone sotto la guida di Ranieri, vince la doppia sfida con il Siviglia di Sampaoli. Al King Power Stadium finisce 2-0 per le Foxes e il risultato totale dice Leicester 3 Siviglia 2. A confezionare il miracolo ci pensa soprattutto Schmeichel parando due rigori, uno all’andata e uno al ritorno. La cura Shakespeare sembra fare il suo effetto, con lui in panchina solo vittorie: 3-1 contro l’Hull City, 3-1 contro il Liverpool e, ieri sera, 2-0 contro il Siviglia.

LA FAVOLA CONTINUA

Se fosse per le statistiche il Leicester ai quarti non ci sarebbe dovuto arrivare. Andiamo a vederne alcune. Risulta 14esimo per gol fatti, 17esimo per media gol, undicesimo per gol subiti, decimo per media gol subiti, 15esimo per differenza reti, 18esimo per tiri totali, 22esimo per media tiri ogni partita, 16esimo per tiri in porta, 27esimo per passaggi tentati, 28esimo per passaggi riusciti, 31esimo per percentuale passaggi riusciti e 29esimo per percentuale possesso palla. Si nota una particolarità: non c’è una statistica in cui il Leicester rientri nelle prime 8. Eppure ora ne fa parte. Come è possibile? La risposta riguarda qualcosa che non si può inserire in una qualsiasi statistica, che non si può misurare.

leicester ai quarti

Schmeichel para il rigore a N’Zonzi

Ranieri non c’è più, tutto sembrava finito, finito quel primo maggio dell’anno scorso quando la matematica li incoronava campioni d’Inghilterra. Sì, il percorso nel girone di Champions aveva impressionato ma fino a un certo punto. Si trattava, probabilmente, del girone più facile. Poi il difficile e tortuoso cammino in Premier. Un vero e proprio inesorabile scivolone verso la zona retrocessione. In League Cup l’eliminazione era arrivata subito a settembre contro il Chelsea. Rimaneva la FA Cup, ma anche lì un disastro, anzi il punto più basso: la sconfitta contro il Millwall, squadra che milita nella terza serie inglese. Insomma, l’andata degli ottavi di Champions League sembrava l’ultimo regalo, l’ultimo acuto. E invece no. Il cambio di allenatore, l’orgoglio ritrovato e la nuova atmosfera hanno rivoltato la stagione delle Foxes. Due vittorie pesanti in campionato che hanno concesso una classifica più serena e la vittoria di ieri sera, che li consegna, ancora una volta, alla Storia, quella appunto con la S maiuscola. In barba alle statistiche, si è ripreso il sogno, la forza del sogno che l’anno scorso l’ha portato alla vittoria. I giocatori dovevano solo trovarne un altro, dovevano alimentarlo con nuova linfa ed ecco che la magia, l’atmosfera passata si è respirata di nuovo, questa volta su un palcoscenico più grande. La favola dai confini britannici assume contorni più ampi e si fa europea. Leicester ai quarti, è tutto vero!

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino, ora in procinto di finire la magistrale di "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).