Legabasket, riparte la caccia al Tricolore

Dopo la ghiotta anteprima della Final Four della Supercoppa Beko 2015 con il trionfo-rivincita della Grissin Bon Reggio Emilia che al PalaRuffini di Torino si è imposta superando Sassari e Milano, riparte la massima serie con la neo-promossa Torino che riabbraccia il grande Basket dopo ben ventidue anni, mentre se ne va una piazza storica come quella di Roma che rimane senza basket retrocedendo dopo trentacinque anni in Legadue permettendo alla retrocessa Caserta il rientro dalla porta di servizio.

Partenza d’obbligo con i campioni d’Italia che al PalaSerradimigni dopo la doverosa celebrazione dello storico scudetto prima del via regola la Vanoli sudando sette camicie prevalendo 97-90 dopo un overtime. La Sacchetti band in veste rinnovata dopo gli addii dei calibri Dyson, Sanders e Lawal riparte da David Logan (24p) e dalle new entry Eyenga, Haynes, Alexander, Varnado e Stipcevic. Ripetersi sarà difficile, ma il roster è di tutto rispetto, mentre Cremona dimostra già all’esordio un buon mix di talento e fisicità ben orchestrati dal guru Pancotto che si gode nonostante la sconfitta le ottime prova targate Italia di Fabio Mian (17p) e del sempreverde Cusin (8p e 7r) a cui si aggiunge una batteria a stelle e strisce ben consolidata  con l’eclettico Elston Turner (16p) vecchia conoscenza di Pesaro e Brindisi. Partenza amara per la Manital Torino di coach Bechi che soccombe al PalaRuffini contro la corazzata Grissin Bon (72-96) in un match senza storia dominato in lungo e in largo dagli uomini di Menetti capitanati dal neo-acquisto Pietro Aradori (20p) e rinforzatisi a rimbalzo con l’ingaggio el lungo Veremeenko che vanno ad aggiungersi al fortissimo  telaio dello scorso anno, mentre Torino dovrà amalgamare l’esperienza dei nostrani Mancinelli, Giachetti e Fantoni con il talento do Ebi (18p) e le scomesse Miller e Dawkins per evitare un’immediata retrocessione.

Esordio vincente anche per l’Obiettivo Lavoro Bologna che regola a sorpresa l’umana Venezia (69-65) di Charlie Recalcati grazie all’ultimo quarto di un super Allan Ray (11p) e allo strabordante esordio dei 211 cm di Dexter Pittman autore di 19 punti e 9 rimbalzi in soli 23 minuti contro cui hanno potuto ben poco i lunghi lagunari arrichitisi dell’ex Trento Josh Owens sotto le plance e del figliol prodigo Mike Green in cabina di regia. Venezia che conserva Goss, Peric e il trio VIggiano-Ortner-Ress resta una delle favorite per il titolo, ma ogni distrazione può essere fatale e l’ultimo quarto contro Bologna deve essere un monito per il futuro. Successo interno e in rimonta per la Giorgio Tesi Group Pistoia targata Vincenzino Esposito che supera l’Enel Brindisi di Piero Bucchi (85-78) dopo tre quarti equilibrati e un parziale finale dominato dall’asse play-centro  Knowles (20p) Kirk (20p) che con 15 punti nel finale hanno demolito le resistenza di un Enel a corrente alternata e molti innesti da decifrare tra cui -l’ex Avellino e Varese – Banks (15p) l’ex Sassari Kadji (14p) e alcune conferme quali il rientrante Reynolds e la promessa Cournooh. Vittorie interne anche per Avellino e Capo d’Orlando che prevalgono su Pesaro e Cantù confermando un equilibrio ben marcato che contraddistinguerà una stagione incertissima con poche gare scontate in partenza. La Sidigas Avellino targata Stefano Sacripanti supera agevolmente Pesaro (77-73) nonostante un tentativo di rimonta finale, grazie ad una buona prova di squadra con James Nunnally sugli scudi (20p) e l’ottimo innesto di Riccardo Cervi (13p e 10r) a cui si aggiungono Green, Blums e Acker che uniscono esperienza e talento ad una piazza che si sta rivelando sempre più entusiasta ed affamata di grande Basket. Pesaro sembra di aver ben scelto sul mercato con due new entry che hanno dimostrato un talento notevole tenendo le sorti del match incerte fino all’ultima sirena: il play Semaj Christon (17p) e l’ala Shaquielle McKissic (29p e 10r) faranno di sicuro parlare di sé e Pesaro mai come quest’anno potrebbe aspirare ad una salvezza senza eccessivi patimenti.

Capo D’Orlando s’impone conto una Vitasnella Cantù (73-65) evidenziandone tutti i limiti di una nuova gestione targata Fabio Corbani che avrà il suo bel daffare per amalgamare un organico completamente nuovo. Gli uomini di Griccioli si affidano alle mani esperte del lituano Simas Jasaitis (17p) ai muscoli di Alex Oriakhi (13p) e ai vecchietti terribili Ilevski, Basile e Nicevic un mix bilanciato tra talento e usato sicuro per una salvezza possibile, mentre il cantiere Cantù è tutto da scoprire con l’ex Pesaro La Quinton Ross (15p) e l’ex Pistoia Hangston Hall (10p) e una serie di novità che dovranno dimostrare di essere all’altezza di una piazza storica. Ottimo inizio e colpo in trasferta per la Pasta Reggia Caserta che si affida all’ex Sandro Dell’Agnello – campione d’Italia nello storico scudetto nel 1991 – sbanca Masnago (51-58) grazie ad un ultimo quarto in cui lo strapotere fisico di Dario Hunt (9p e 16r)e la mano chirurgica di Bobby Jones (16p) spostano l’inerzia di un match dove gli attacchi di certo non hanno brillato, ma la Varese vista ieri, sulla cui panchina ha esordito Paolino Moretti, è sembrata scollata e destinata ad un’altra stagione di purgatorio forzato nonostante l’ingaggio di Daniele Cavaliero in cabina di regia. Il primo turno si chiuderà col posticipo infrasettimanale tra Trento e Milano, altre due protagoniste attesissime al via

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Fabio Bandiera