Legabasket. quarta di ritorno

Passata la sbornia della Final Eight, riprende il campionato con la quarta di ritorno che segna l’allungo in vetta di Brindisi e Milano, entrambe vincenti, a quota ventotto seguite ad una lunghezza di distanza da Cantù vincente di misura su Roma, con Siena in quarta posizione a quota ventiquattro.

La formazione di coach Bucchi si è sbarazzata autorevolmente dell’insidia targata Venezia (88-78) con una prova convincente in attacco appannata solo da un terzo quarto in cui gli uomini di Marovski hanno ricucito il gap riaprendo una gara che all’intervallo sembrava finita. Grande prova di Dyson (25p) ben supportato da Michael Snaer (16p) abili a scardinare le alchimie difensive dei lagunari che non stanno attraversando un grande momento di forma aggrappandosi oltre misura al duo Smith (17p) Taylor (19p) costretti a sobbarcarsi l’intero peso offensivo. Ottima prova di carattere dell’Armani Jeans Milano che, nel posticipo di lunedì, ha sbancato Pistoia (79-88) ribaltando un risultato compromesso dopo tre quarti non esaltanti chiusi a meno otto grazie ad una superlativa ultima frazione in cui Hackett (16p) Moss (9p) e Lawal (15p) hanno spazzato via il sogno della Moretti band annichilita dalla superiorità fisica degli uomini di coach Bechi. Nel big match del Pianella Cantù ha superato Roma di misura (83-80), dopo quaranta minuti di grande basket e di continui rovesciamenti di punteggio, Mvp assoluto del match l’immenso Pietro Aradori (25p e 30 di valutazione) che per tre quarti ha crivellato la retina avversaria scavando il solco che sembrava decisivo, ma i capitolini hanno avuto il merito di riaprire il match ispirati dal cecchino Baron (20p) sfiorando un’impresa apparsa possibile, ma sfumata a causa di super Ragland autore di nove punti nell’ultimo tiratissimo quarto. Tiene il passo anche Siena che gestisce senza troppi problemi il fanalino di coda Pesaro (80-70) inchinandosi ad un fantasmagorico Erick Green (34p e 11/14 dal campo)che da solo si è accollato il peso offensivo dell’attacco senese, a cui hanno risposto gli ottimi Turner (26p) e Anosikee (16p e 10r), che da soli hanno cercato di tenere vivo una gara chiusa già prima di entrare in campo, ma Pesaro nonostante l’ultimo posto a meno quattro dalla salvezza è sembrata viva e di sicuro venderà cara la pelle prima del baratro.

 

Uscita trionfale per Sassari, che raggiunge Roma a quota ventidue, reduce dal trionfo in Coppa Italia e accolta dalla standing ovation del Palaserradimigni: gli isolani hanno onorato l’impegno casalingo asfaltando la Vanoli Cremona (95-61) festeggiando tra le mura amiche il loro primo trofeo con tutti gli effettivi ha referto mentre Cremona ha recitato la parte assistendo da vittima scarificale alle prodezze di Diener e soci. Allungo in solitaria in settima posizione per la Sidigas Avellino che tra le mura amiche del PaladelMauro ha sonoramente sconfitto un’altalenante Cimberio (83-63) in una gara senza storia segnata dalle prodezze del trio Cavaliero (21p) Thomas (17p) Ivanov (22p e 13r) che hanno risolto la pratica senza nessuna reazione da parte dei frastornati uomini di Frates dai quali non sai mai cosa aspettarti ogni domenica. Vittoria importante per Caserta, che raggiunge a quota diciotto Venezia e Reggio Emila, battendo proprio gli Emiliani (74-68) in un match partito in salita e abilmente ribaltato con un eccellente ultimo quarto in cui gli uomini di coach Molin, esaltati dalla bolgia del Palamaggiò, hanno estratto dal mazzo il jolly Carleton Scott (15p), che con dieci punti ha riaperto e indirizzato il match nonostante la tenace resistenza di un Kaukenas (14p) straordinario e ultimo a cedere nel concitato finale. Per chiudere la vittoria fondamentale della Sutor Montegranaro che con le unghie è riuscita a prevalere sulla Granarolo Bologna (86-84) risucchiandola nella zona a rischio grazie ad una prova di orgoglio in cui gli uomini di Recalcati hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo malgrado l’assenza di Josh Mayo. Il solito Cinciarini (23p) e il sesto uomo Lauwers (19p) supportati dal decisivo Mazzola (11p di cui 7 nel quarto finale) hanno deciso le sorti della gara, contro una Bologna più squadra del solito con sei uomini in doppia cifra, ma ancora in cerca di una propria identità

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Fabio Bandiera

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