Legabasket: Milano sedici di fila, addio Caserta

Sesta di ritorno in Legabasket con Milano inarrestabile a quota trentotto e ben sedici vittorie consecutive, quattro punti su Venezia e una partita da recuperare. Caserta con un piede in Legadue con sette punti da recuperare e solo nove partite al termine saluta ormai mestamente la massima serie che perde un’altra roccaforte storica, mentre Pesaro con l’exploit di Capo d’Orlando saluta definitivamente la zona a rischio. Nel derby d’Italia le scarpette rosse asfaltano Varese (79-69) con due quarti scintillanti e pratica archiviata sul 52-31 all’intervallo. Rotazioni chirurgiche e distribuzione dei carichi offensivi – 11 uomi a referto e 5 in doppia cifra – senza forzature, questo è il gap tra Milano e il resto del mondo e Varese solo a bui scappati chiude lo strappo riducendo il margine di sconfitta su dimensioni accettabili. Caja lavora sul materiale a disposizione e fa quel che può, ma è più che evidente che la chimica di squadra non c’è mai stata da inizio stagione e i cocci sono più che evidenti. Venezia continua a stupire per continuità, vola a Pistoia e sbanca il PalaCarrara con una prova di orgoglio (82-90) contro un avversario in salute e in lotta per un posto al sole in post-season. Merito di un collettivo super, ispirato dal solito Peric (25p e 9r) dal fosforo di capitan Goss (14p) e dai tentacoli di uno Stone superlativo (10p e 13r) che approfittando del latitante Tony Easley e dell’infortunio di Millbourne (9p in 19’)ha spazzato via i tabelloni mettendo a dura prova gli uomini di Moretti, in affanno e con la coperta corta delle rotazioni nonostante il miglior Cinciarini stagionale (20p e 6ass) e gli ottimi Filloy (13p)e Amoroso (8p).

Seconda vittoria consecutiva nel continente, e terzo posto solitario a due punti da Venezia, per Sassari che doma alla lunga le velleità di una Sidigas allo sbando (70-83) sempre più lontana da una zona playoff possibile fino a un mese fa con l’accesso alle Final Eight. Migliore in campo David Logan (26p e 11/16 dal campo) attaccante formidabile a suo agio nelle maglie larghe degli irpini che sembrano aver smarrito la bussola con un Cavaliero sempre più incerto in regia, una manovra involuta ed individuale dove Anosikee (24p e 10/12) e Banks (17p) tengono a galla da soli la baracca senza alcun filo conduttore. Vittoria interna a sorpresa di Roma che nel posticipo supera agevolmente una Grissin Bon (66-56) irriconoscibile e in balia di un avversario inferiore, ma stranamente più determinato. Brutta partita, equilibrio tangibile fino alla terza sirena (44-43) e ultimo quarto scoppiettante per i capitolini che trovano un Lorenzo D’Ercole ispirato (11p e 3/3 dai 6,75) che con otto punti di fila crea il gap decisivo che un glaciale Stipcevic finalizza dalla lunetta senza che Kaukenas e soci muovano un dito per spostare l’inerzia del match, sintomo evidente che in trasferta la squadra di Menetti deve ancora dimostrare di essere un collettivo e non una somma algebrica di esperienza e talento . Quinta vittoria interna consecutiva per V Nere che superano di misura Brindisi (75-68) raggiungendo la settima posizione a quota ventidue a due lunghezze dai pugliesi e Trento. Partita a basso ritmo con Bologna a condurre e Brindisi pronta a rintuzzare colpo su colpo nonostante le lune storte di Denmon (8p) James (2p) e Harper (2p) tutti fuori dal match. Bologna si aggrappa ai soliti Ray (17p) e White (16p e 9r), ma nell’ultimo quarto sono le triple di Matteo Imbrò (9p e 3/5 dalla lunga) a imprimere la svolta decisiva al match che un troppo isolato Mays (16p e 13r) cerca di riaprire sotto le plance senza adeguati aiuti dagli esterni con le polveri bagnate.

Colpaccio esterno e quinto posto raggiunto dalla Dolomiti Trento che espugna il PalaRadi di Cremona (77-82) ipotecando a pieno titolo una postazione per la post-season. Merito di un collettivo super che nel terzo quarto (16-30) ha spostato l’inerzia del match con sette uomini a referto e una difesa solida che ha sporcato le percentuali di Bell (20p e 6/11 dai 6,75) Clark (12p e 4/13) e Hayes (6p e 1/11) costretti a forzare senza costrutto. Sugli scudi i soliti Mitchell (17p) e Owens (13p) coadiuvati dall’implacabile duo nostrano Pascolo (13 e 6/7) Baldi (6/7) veri fattori nel finale di un match arroventato. Colpo decisivo in chiave salvezza per Pesaro che espugna il PalaFantozzi al fotofinish (69-70) raggiungendo Varese a quota quattordici con sette punti di margine su Caserta. Gara tiratissima che Capo d’Orlando ha condotto per due quarti (45-34 al 20’), ma non ha mai chiuso del tutto permettendo a Ross (19p e 3/3 dai 6,75) e Wright (19p) di rientrare a piene mani nel match ribaltandone di fatto l’inerzia. Nel finale convulso decisivo dall’arco Bernardo Musso (10p) mentre gli isolani perdono la confidenza con l’anello con pessime percentuali compromettendo le sorti di una gara che avrebbero potuto vincere tranquillamente. Per chiudere Cantù supera, non senza difficoltà, una Pasta Reggia all’ultima spiaggia (83-72) e ancora orfana di Dommercant, cedendo nel finale dopo un ottimo primo tempo. Sacripanti ha un Feldeine (19p) in stato di grazia ben coadiuvato dal gigante Buva (16p) e da un coriaceo Stefano Gentile (16p) il tutto ben orchestrato da un ispirato Johnson (13p e 5ass). La band di Vincenzino Esposito getta il cuore oltre l’ostacolo con Antonutti (21p) e Moore (21 p) al di sopra dei loro standard, ma gli alti minutaggi sono fatali nell’ultimo quarto dove la benzina segna irrimediabilmente il rosso e la Serie A inesorabilmente si allontana dagli specchietti del PalaMaggiò. Nel prossimo turno Pesaro aspetta Milano, Sassari e Reggio Emilia ospitano Capo d’Orlando e Bologna, mentre Venezia sbarca a Caserta in un match senza ritorno.

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Fabio Bandiera