La vita al tavolo verde: attenzione all’etichetta nei casinò

L’ambiente casinò ha sempre avuto un certo fascino sull’immaginario collettivo, tavoli da gioco di ogni tipo, spettacoli con ballerine seminude, in alcuni casi open bar. Tutto questo ha creato l’idea che in ogni , seppur piccola, “casa da gioco”, si potesse rivivere la magia di Las Vegas.

Purtroppo sul territorio italiano sono dislocati soltanto 4 casinò ufficiali: Casinò di Sanremo (Sanremo), Casinò di Campione (Campione d’Italia), Casinò de la Vallée ( Saint-Vincent), Casinò di Venezia (Venezia). In ognuno di questi è buona educazione presentarsi con pantaloni lunghi e scarpe chiuse, anche se ho visto ricconi stranieri (poi dicono che noi italiani ci facciamo riconoscere per il nostro stile “casual”), entrare con bermuda e infradito, senza essere nemmeno ammoniti per l’abbigliamento non consono all’ambiente. Come si dice: “Le regole valgono per tutti, ma se sei ricco valgono un po’ meno spesso”.

In questo articolo ci concentreremo sul comportamento corretto da tenere ai tavoli da poker, sulla cosiddetta “etichetta al tavolo verde”.
Il vostro modo di porvi all’interno della partita dipenderà molto dal tavolo in cui vi trovate: se tutti i giocatori sono “mummie” serie e concentrate, allora dovrete limitare battute di spirito, per non risultare fastidiosi e inopportuni. Se, invece, l’atmosfera appare rilassata sin dal principio, allora potrete alleggerire la tensione e partecipare ai discorsi al tavolo, ma con moderazione.

Cosa è giusto fare:

1. Quando volete rilanciare, annunciate a voce la vostra azione dicendo “Raise”, non è obbligatorio indicare anche l’importo del vostro rilancio, ma per facilitare il compito del dealer è buona norma farlo. Quando dovete semplicemente chiamare una puntata dite “Call”, se dovete checkare potete o dire “Check” o toccare il tavolo con il palmo o il dorso della mano. Per il Fold potete gettare le carte al centro del tavolo senza dire nulla.
2. Potete costruire anche il castello della Disney, l’importante è che teniate le chips in maniera ordinata, disponendo quelle con il valore maggiore davanti e le altre in pile da dieci o da venti. Questo vi faciliterà nel conteggio delle puntate e dello stack.
3. State attenti a proteggere le vostre carte dagli sguardi indiscreti degli altri giocatori. Guardate le vostre pocket cards solo quando è il vostro turno, e osservate le reazioni alla vista delle proprie di coloro che parlano prima di voi.
4. Non abbiate timore di chiedere informazioni al dealer sull’importo esatto del piatto, sullo stack di un avversario o sul numero di giocatori coinvolti in una mano. Sono informazioni che, non di rado, anche i professionisti chiedono.

Cosa è vietato o sconsigliato fare:

1. Non dovete rivelare il contenuto della vostra mano se ci sono ancora giocatori in gioco. Soprattutto non fate i “professori”, cioè non date consigli su come giocare un piatto dove sono coinvolti altri giocatori. Uscirsene con farsi del tipo: “Chiamalo, sta sicuramente in bluff”, è assolutamente vietato. Se siete in heads up con un avversario che vi riempie di domande per sondare la forza della vostra mano evitate di rispondere e rimanete impassibili.
2. Evitate qualsiasi tipo di offesa personale agli avversari, e non fate delle sceneggiate teatrali se riuscite fortunosamente a vincere una mano. Se insultate gli altri giocatori in maniera plateale potreste incorrere in sanzioni come la sospensione dal gioco per un determinato lasso di tempo.
3. Per evitare incomprensioni e discussioni accese, evitate di puntare “a pioggia”, decidete prima l’importo della vostra puntata e mettete le chips al centro del tavolo tutte insieme. In caso di puntata “a pioggia” il dealer la considererà un semplice call.
4. Rimanete sempre concentrati sull’azione al tavolo e fate la vostra puntata quando è il vostro turno, non pensateci troppo se sapete già come avete intenzione di giocare la mano. Una delle pratiche più odiate e fastidiose è lo slowroll, l’aspettare di mostrare le proprie carte quando si ha sicuramente la combinazione vincente, creando così la falsa illusione nell’avversario di avere la mano migliore.

Grazie a questa breve guida spero che riusciate a dare di voi un’immagine impeccabile al tavolo, anche se ricordate che vi siederete per lasciare in mutande gli avversari, non per fare bella figura sulle loro madri, a meno che non siano veramente attraenti.

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Marco Fabio Ceccatelli

Classe '85, shark dei tavoli da poker e delle tavole imbandite, scrivo per dare libero sfogo ad una follia neanche troppo latente. "Se perseverare nel gioco è diabolico, potete chiamarmi Belzebù".