La Roma “inquietante” di Rudi Garcia

L’ ottavo pareggio in nove partite nel 2015 della Roma non è uguale a tutti gli altri. Il pari contro il Chievo Verona infatti ha lasciato perplesso anche Rudi Garcia , l’ unico uomo che ha sempre difeso i giocatori giallorossi. La Roma vista ieri è stata più che mai una Roma lenta, senza idee e senza mordente. Difensori e centrocampisti, ormai, con il pallone tra i piedi non sanno più cosa farci e questo, oltre alle discutibilissime capacità tecniche dei due reparti, va attribuito anche alla quasi totale assenza di movimenti senza palla da parte degli attaccanti. Tutto questo, va inserito in un contesto nel quale la difesa giallorossa non è più il fortino invalicabile dell’ anno scorso. Tutt’ ora quella giallorossa è la seconda difesa del campionato, ma le occasioni concesse agli avversari ogni partita sono sempre di più. Questo a causa di una squadra troppo lunga e degli innumerevoli errori commessi quando si chiede ai difensori giallorossi di costruire il gioco dalle retrovie. Questa non è la Roma di Rudi Garcia e ieri, per la prima volta, anche l’ allenatore francese ha deciso di impugnare il bastone smettendola di difendere una squadra che, sul campo, non riesce più ad interpretare il gioco che gli chiede il proprio mister :   “Questo pareggio è arrivato tramite un gioco molto brutto. Non somiglia a tutti i pareggi che abbiamo fatto. Nel primo tempo la squadra è stata scarsa. Ci sono, a volte, delle sconfitte incoraggianti e vittorie inquietanti, questo è veramente un pareggio inquietante”. La frase più significativa però, Rudi Garcia la rivela alla fine dell’ intervista ai microfoni di Sky : “E’ la prima volta, da quando sono qua, che non riconosco la squadra. Domani dovremo dirci la verità e avere una reazione forte perché le partite arrivano velocemente. Abbiamo l’occasione di mostrare un altro volto. Questa partita mi stupisce nella sua negatività”. Verità. E’ questa la parola chiave del discorso di Rudi Garcia , in uno spogliatoio in cui chi non si sente più utile alla causa giallorossa va assolutamente tagliato fuori, prima che tutte le “mele marce” contagino l’ intero cesto di frutta.

Sono giorni fondamentali anche in casa Milan. Dopo l’ amaro pareggio contro il Verona allo scadere, la panchina di Pippo Inzaghi è sempre più traballante. Si parla già di una promozione di Brocchi, attuale allenatore del Milan Primavera, ma in realtà ancora non ci sono stati comunicati ufficiali a riguardo. Il Milan visto contro il Verona però, ha peccato nella gestione del vantaggio piuttosto che nel gioco espresso nei 90 minuti. Nei minuti finali infatti, i rossoneri davano la sensazione di poter subire gol da un momento all’ altro, evidenziando una certa mancanza di lucidità e di compattezza tra i reparti. Forse questa squadra deve solo amalgamarsi, aprire un nuovo ciclo , estromettendo al tempo stesso quei giocatori che ormai hanno dato tutto a vantaggio di giocatori più giovani e dinamici. Per farlo però, c’è bisogno della fiducia incondizionata a Pippo Inzaghi, che costituirebbe il primo passo verso un ambiente più solido e ambizioso, mentre un altro cambiamento potrebbe destabilizzare ulteriormente lo spogliatoio.

Nel posticipo serale tra Napoli e Inter la giornata di Serie A ha alzato l’ asticella esprimendosi in un calcio molto più spettacolare di quello descritto poc’anzi. Il Napoli ha giocato il primo tempo a ritmi vertiginosi, degni di una squadra che ambisce al secondo posto in campionato. Higuain e Hamsik hanno illuso i partenopei portando la squadra sul 2 a 0, poi l’ orgoglio neroazzurro è uscito fuori grazie al gol di Palacio e, infine, al cucchiaio su rigore di Icardi, che ha sigillato il risultato sul 2 a 2. Grande rimonta e risultato positivo per Mancini, mentre in casa Napoli il pareggio ha lasciato tutti con l ‘ amaro in bocca. Benitez è rammaricato per non aver raccolto i frutti dopo lo splendido calcio espresso nel primo tempo, mentre De Laurentiis ha addirittura imposto il divieto di rilasciare dichiarazioni ai microfoni di Sky. I motivi non sono ancora chiari, ma in ogni caso è sintomo di un ambiente poco sereno.

Dopo il big match tra Roma e Juventus del turno precedente, la giornata di Serie A si concluderà stasera con un altro splendido Monday Night, con un promettente Lazio – Fiorentina (le due squadre più in forma del campionato, in lotta per il terzo posto) e Juventus – Sassuolo, partita decisiva per i bianconeri che potranno implementare ulteriormente il distacco dai giallorossi.

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Alex Marino