La onzième fois de Nadal

Nadal domina Del Potro e Thiem conquistando l’undicesimo titolo del Roland Garros, una epopea sul rosso iniziata nel 2005. Lo ha messo in ambasce solo Schwartzman e in parte… Bolelli. Stupendo torneo di Cecchinato, che riporta l’Italia in semifinale Slam dopo 40 anni. Halep sfata il tabù, ora è una regina coronata.

Mariano Puerta giocò nel 2005 uno straordinario Roland Garros. Più tardi si scoprì come la sua “benzina” fosse truccata, ma gli aiuti illeciti non gli erano comunque bastati contro un teenager maiorchino che proprio in quella stagione stava inaugurando la sua era di Re della terra rossa, partendo da Montecarlo, passando da Roma, fino ad approdare al torneo più importante. Sono passati 13 anni da allora e Rafa Nadal continua a riscrivere la storia: 88 partite disputate al Roland Garros, 86 vittorie, 11 trofei alzati, morsi, abbracciati. Soltanto Soderling e Djokovic hanno saputo fermarlo, ma entrambi hanno prima o dopo dovuto abbassare la testa. Federer ha da lui perduto 4 finali e solo l’aiuto svedese gli ha consentito di realizzare il sogno parigino.

Questa edizione del Roland Garros sembrava avere un pronostico chiuso e le previsioni sono state rispettate. Sino ai quarti Nadal non ha invero entusiasmato: ha sofferto a tratti nell’esordio con il nostro Bolelli per poi andare in autentica difficoltà con Schwartzman. L’argentino ha tolto a Rafa il primo set in Bois de Boulogne dal 2016 ed è andato anche avanti di un break nel secondo, per quanto poco il servizio potesse contare in quel contesto. È stata una giornata di pioggia, si è ripreso a giocare il giorno successivo, ma a differenza dell’interruzione di Roma con Zverev, Nadal aveva già superato il momento peggiore e stava servendo per impattare il computo dei set.

Del Potro aveva vantato giustificate aspettative nella semifinale degli US Open dello scorso anno, ma erano state frustrate. In questa di Parigi è durato un set, ha avuto due palle break sul 4-4 e poi si è spento, già soddisfatto per il traguardo raggiunto in un torneo che non era neanche sicuro di poter disputare. Thiem è stato in questi due anni l’unico in grado di battere Nadal sul rosso, ma vi è riuscito nei Mille, la distanza due su tre gli ha consentito di compiere tali exploit mantenendo un alto livello di tennis per una durata inferiore alle due ore. Ai quarti ha rimandato ancora una volta le ambizioni Slam di Zverev, per poi infrangere la favola di Cecchinato in semifinale.

Alla sua prima grande finale in carriera, l’austriaco non è riuscito a reggere il confronto, tecnico, fisico e caratteriale. È andato in difficoltà sin dall’inizio alla battuta e sul 4-5 si è consegnato a Nadal con quattro gratuiti, uno più grave dell’altro. Mai davvero iniziata, la partita è finita con il break dello spagnolo in apertura di secondo set. Solo un piccolo spavento per un accenno di crampi a una mano durante l’ultimo parziale e si è scivolati via verso un inequivocabile 6-4 6-3 6-2. Diciassette Slam, tre meno di Federer, l’entusiasmante rincorsa fra i due continua.

rafa nadal

Più della finale è stata emozionante la cerimonia: ha premiato Ken Rosewall, a distanza di 50 anni dal suo secondo titolo parigino. L’artista australiano, dotato del più bel rovescio di sempre, ha vinto 8 Slam pur non potendoli giocare dal 1957 al 1967 a causa del suo passaggio al professionismo. Nadal è stato omaggiato dal pubblico francese – in passato non sempre tenero nei suoi confronti – con un lunghissimo e strameritato applauso, che lo ha fatto commuovere. È la conferma di come leggende come lui, Roger, Serena, Nole, appartengano a tutti, di come le loro siano le vittorie di coloro che amano questo sport.

Da italiani non dimenticheremo mai il Roland Garros di Cecchinato, che ha riportato il tricolore in semifinale Slam dopo un assenza che durava dal 1978. La sua clamorosa vittoria con Djokovic, con il tie break del quarto set quale culmine emozionale, hanno portato il tennis nei telegiornali, in testa nelle home page dei siti di informazione, nelle discussioni di gente che conosce a malapena l’argomento. Marco è stato bravo a gestire l’ubriacatura mediatica, ha disputato due eccellenti set contro Thiem in semifinale e avrebbe anche potuto vincere il tie break. Forse non avrebbe spostato l’esito della partita, ma sarebbe stato un premio meritato. La sfida sarà ora mantenersi quanto meno all’altezza del gioco e della classifica raggiunti in queste indimenticabili due settimane.

Simona Halep ha spezzato il sortilegio. Ha vinto il primo Slam proprio a Parigi, sulla amata terra rossa e sostenuta dal tifo di 3 mila connazionali entusiasti. Quella con la Stephens è stata una finale dallo svolgimento quasi opposto rispetto a quella di dodici mesi prima con Ostapenko. La rumena si è infatti trovata sotto un set e 0-2 prima di riuscire a far valere la migliore attitudine ed esperienza sulla superficie. Al di là delle difficoltà emotive, la Halep ha vinto il suo torneo in semifinale: prestazione ai limiti della perfezione con la Muguruza, che era assieme a lei la favorita del torneo. Resta numero 1 e come Wozniacki a Melbourne ora può aggiungere agli allori di classifica quello della sospirata e a lungo inseguita gloria Slam.

finalmente-halep

È un circuito femminile che fatica a trovare una fisionomia precisa, ad ogni grande evento la rosa delle favorite pare allargarsi. Sharapova non è ancora o forse non sarà più quello che era, Serena si porta dietro i dubbi legati a una età importante, Kasaktina lancia segnali sempre più interessanti. Chissà che fra qualche anno non metta tutte d’accordo Cori Gauff. L’americana classe 2004 ha vinto il torneo u18, otto mesi dopo la sua finale perduta agli US Open.

Durante il torneo ci ha lasciati Maria Ester Bueno, brasiliana vincitrice 7 volte fra Wimbledon e Forest Hills a cavallo degli anni ’50 e ’60. Nell’anno del centenario della morte di Roland Garros, aviatore francese che dà il nome al torneo simbolo del mattone tritato, il tennis continua a omaggiare il suo passato, proiettandosi verso il futuro e vivendo il presente che da sei Slam è tornato a recitare l’alfabeto delle leggende. Roger, Rafa, Roger, Rafa, Roger, Rafa…

Twitter: @MicheleSarno76

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