La NBA si apre nel segno del Gallo

Martedì è iniziata la stagione NBA, nei primi due giorni sono scese in campo tutte le squadre. Back to back vittorioso per Detroit e Chicago, exploit di McCollum, mentre Curry vuole confermarsi re. Curiosità per gli esordi dei rookies, i Knicks sorprendono, i Thunder sognano e Denver si gode il grande avvio di Gallinari.

E’ tornato lo show preferito da tutti, lo spettacolo sportivo seguito in ogni angolo del globo: lunghi mesi di partite per definire la griglia di coloro che fra aprile e giugno si contenderanno l’anello.
Martedì la premiazione alla Oracle Arena per i Golden State Warriors: occhi puntati su di loro per capire se potranno ripetersi, specie considerando l’autentica giungla che è la Western Conference, con tante avversarie che li attendono al varco. A giudicare dal suo primo quarto contro New Orleans, pare che Steph Curry non avverta la pressione. Ha messo 24 punti, chiuso con 40, spiegato ad Anthony Davis che dovrà ancora attendere il suo momento.
C’era curiosità fra noi italiani di assistere al debutto degli azzurri, l’estate ha portato molti cambiamenti. Datome è tornato in Europa, Belinelli è passato a Sacramento e dopo le feroci critiche del Maestro Zen Phil Jackson, Bargnani ha attraversato il ponte di Brooklyn per accasarsi ai Nets. Entrambi hanno iniziato con una sconfitta, Marco ed i suoi Kings hanno lottato contro i forti Clippers, Paul ha piegato Cousins in un confronto ad alti ritmi. Andrea ha firmato 17 punti nel 110-115 di Brooklyn contro Chicago, alla seconda partita in due giorni.
A brillare è stato però Danilo Gallinari, top scorer con 23 punti nella sorprendente vittoria di Denver a Houston. Privi di Howard squalificato, i Rockets hanno sbagliato i due terzi dei loro tiri, mentre i Nuggets hanno risposto con cinque giocatori in doppia cifra ed uno splendido inizio del rookie congolese Mudiay, 17 punti e 9 assist. Non ha lasciato troppe tracce la prima da avversario di Lawson, uomo franchigia di Denver negli ultimi anni.

Stanotte si è giocata ad Oklahoma City la partita forse più interessante, i Thunder hanno battuto San Antonio 112 a 106 con 33 punti di Westbrook. Se lui e Durant resteranno sani tutto l’anno la squadra del neo coach Donovan potrà essere da corsa. Puntano al titolo anche gli Spurs, che hanno aggiunto un big come Aldridge al proprio consolidato roster. La sua partenza da Portland ha aperto spazi per CJ McCollum, 37 punti nel successo dei Blazers contro i Pelicans.
Sconfitti a Chicago alla presenza di Obama, i Cavs sono poi passati nettamente a Memphis. In attesa di Irving, confortante la prova di Love, mentre LeBron, limitato dalla schiena, si è lasciato bloccare da Pau Gasol nell’azione decisiva in gara1.
Bulls sul 2-0 così come Detroit, tanti rimbalzi di Drummond sia contro Atlanta che con Utah.
Dopo i problemi di salute primaverili è stato molto buono il rientro di Chris Bosh, 21 punti e 10 rimbalzi nel successo di Miami contro Charlotte.
Un canestro di John Wall a 12” dal termine ha regalato il sorpasso di Washington ai danni di Orlando.
Dopo i disastri della scorsa stagione, sorprendente l’avvio dei Knicks, passati 122-97 sul campo di Milwaukee, la rivelazione 2014/15. Ad una serata storta di Anthony hanno ovviato sette giocatori in doppia cifra, con 24 punti di Derrick Williams e l’ottimo esordio americano del 20enne centro lettone Porzingis.

Attesa per i Wolves, squadra potenzialmente molto interessante. Vittoria 112 a 111 a LA contro i Lakers, non ha brillato Wiggins, debutto discreto per Towns, prima scelta assoluta del draft, numeri su numeri da Ricky Rubio, 28 punti e 14 assist. Prestazione in onore di Flip Saunders, coach di Minnesota morto di tumore pochi giorni fa.
Se il buongiorno si vede dal mattino, Jahlil Okafor sarà un autentico crack. Il rookie è sbarcato in NBA con 26 punti e 7 rimbalzi, solo Jabbar negli ultimi 50 anni aveva saputo fare meglio. Filadelfia ha ugualmente perduto a Boston, ma il suo gruppo di giovani promette di allontanare presto questa classica franchigia dalla buca nella quale è rintanata da troppi anni.

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michele sarno