La leggenda di sir Alex Ferguson

la straordinaria epoca d’oro di George Best, conoscendo anche l’umiliazione della retrocessione nella stagione ’73-’74. Il primo titolo di Ferguson sulla panchina dei Red Devils è la FA Cup del 1990 che apre un ciclo di vittorie costellato da ben 38 trofei. 13 Premier League, 5 coppe d’Inghilterra, 10 Community/Charity Shield, 4 coppe di Lega inglese, 2 Champions League, 1 Coppe delle Coppe, 1 coppa Uefa, 2 coppe Intercontinentali, questo il bottino di quasi tre decadi alla guida dello United.

Ferguson lascia alla sua panchina numero 1500 (c’è un’altra giornata da giocare) e con la sua vittoria numero 902. Lascia la panchina, il campo di gioco e lo spogliatoio, ma non la squadra; andrà a sedersi dietro una scrivania per provare a far vincere ancora il suo Manchester. Quel Manchester che ha contribuito a fare grande scegliendo da manager e allenando giocatori come Cantona, Beckham, Cristiano Ronaldo, Scholes, Giggs, Keane, Rooney, etc. L’ultimo atto di sir Alex è stato quello di indicare il suo successore. Sarà David Moyes, attuale tecnico dell’Everton, a guidare lo United in futuro e per chi non riuscisse ad abituarsi all’idea dell’addio la statua sulla facciata dell’Old Trafford ricorderà a tutti della sua presenza, le sue vittorie, la storia vincente del Manchester.

Giornata di addii quella dell’Old Trafford. A salutare i tifosi, oltre Ferguson, c’era un’altra bandiera del Manchester degli ultimi 20 anni: Paul Scholes. Il Silent Hero dice addio al calcio giocato alla soglia dei quarant’anni. Nato e cresciuto nelle giovanili del club, è diventato presto una colonna della squadra sotto la guida di Ferguson che ieri lo ha definito “uno dei più grandi nella storia del Manchester United“. I 28 trofei conquistati lottando in mezzo al campo, dal 1994 ad oggi, sono una prova inconfutabile.

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Giuseppe Procida

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