La Juve brilla, il campionato no

Sembrava veramente che questo campionato potesse svolgersi con la Roma e la Juventus che si contendevano lo scudetto fino alla fine, ma è bastato lo scontro diretto di Torino a farci capire in anticipo che stiamo parlando di due squadre molto differenti tra loro. Eppure, l’armata di Rudi Garcia ha avuto un avvio di gara che allo Juventus Stadium i bianconeri non sono di certo abituati a vedere: Tevez e compagni rintanati nella propria metà campo con un catenaccio degno di una squadra il lotta per la salvezza, mentre la Roma, decisa e propositiva, dominava il terreno di gioco con un ottimo possesso palla. La mossa giusta per i giallorossi, sembrava quella di aver sistemato il centrocampo in modo da non lasciare troppa libertà a Pirlo, grazie al pressing alto di Pjanic e all’aiuto degli esterni d’attacco che occupavano spesso le diagonali di passaggio. {ads1} La Roma ha gestito la situazione nel primo quarto d’ora, smarrendosi però appena il bosniaco giallorosso ha subìto un infortunio che lo ha costretto ad uscire momentaneamente dal campo. Panico. La Roma si abbassa, il centrocampo della Juventus prende coraggio, guadagna metri e trova l’uno a zero al primo tiro in porta, messo a segno da Vidal su assist di Tevez, quest’ultimo assolutamente indisturbato. Il rientro di Pjanic non è bastato a far ritrovare gli equilibri tattici alla Roma, che non è più riuscita a prendere le misure sul centrocampo avversario. Dal secondo tempo in poi, solo la Juve. Equilibrio tattico, affiatamento, maturità, prestanza fisica, cinismo e cattiveria, tra le qualità che in maniera piuttosto evidente, i bianconeri hanno mostrato di avere in più rispetto ai propri avversari. Emblemi dello sbandamento giallorosso Castan e De Rossi, entrambi espulsi nel corso della gara. Il primo, assolutamente deconcentrato, ha regalato il gol a Bonucci lasciandolo tutto solo in area su palla inattiva, mentre il secondo, ha tentato l’omicidio su Chiellini ottenendo il cartellino rosso. Premettendo che Rudi Garcia ha dimostrato di essere uno dei migliori allenatori in circolazione, è stata abbastanza discutibile la scelta di persistere nel tentativo di sfondare per vie centrali, mentre allargare le maglie bianconere – perfettamente schierate in fase di non possesso – poteva essere una mossa determinante, magari inserendo con maggior tempismo Florenzi al posto di un Ljajic che viene sempre incontro e non attacca mai la profondità. Quasi impeccabile la strategia di Conte, compreso l’atipico catenaccio iniziale che, di fatto, ha messo in difficoltà una squadra che, con Gervinho in campo, predilige gli ampi spazi. Molto attese anche le polemiche sull’arbitraggio. C’è chi dice che l’entrata di Chiellini e quella di De Rossi erano uguali, chi se la prende su una strana “marcatura a uomo” del guardalinee su Strootman, ma forse l’unico episodio discutibile e determinante, è stato il fallo subìto da Castan, che ha causato l’espulsione al difensore giallorosso, il rigore ed il gol a favore della Juventus. La verità è che se la Roma avesse avuto più carattere e più affiatamento per mantenere la concentrazione iniziale per tutta la partita, maggiori soluzioni tecnico-tattiche per cambiare volto nel corso della gara, o semplicemente la fortuna di non subire gol alla prima occasione avversaria, avremmo parlato di un’altra partita.

 

Il risultato di Torino, viene accolto nel migliore dei modi dal Napoli, che si avvicina di nuovo al secondo posto grazie alla splendida doppietta di Mertens. La Fiorentina non è da meno, guadagna i 3 punti, ma deve fare i conti con il grave infortunio del bomber Giuseppe Rossi per colpa di un’entrata di Rinaudo poco gradevole. Una vera sciagura per Vincenzo Montella, Prandelli, ma anche per tutti gli appassionati del buon calcio, quello fatto di umiltà ed impegno, oltre che di grandi giocate, tutte cose delle quali Giuseppe Rossi ne è la quintessenza. Per Pepito è escluso l’interessamento del crociato, lasciando al bomber qualche speranza in vista del mondiale. Storie di calcio un po’ più fortunate riguardano invece Kaka e Cristante. Il primo, con la doppietta messa a segno contro l’Atalanta, ha riportato il Milan alla vittoria ed ha raggiunto e superato i 100 gol in maglia rossonera, mentre il secondo ha segnato all‘esordio da titolare con un bel tiro da fuori area. All’Olimpico, l’Inter di Mazzarri incassa una sconfitta contro la nuova Lazio di Reja, lamentando, in seguito al rigore non concesso su Rolando, i continui errori arbitrali che secondo Mazzarri hanno fortemente inciso sulla classifica neroazzurra.
Stupisce ancora il Verona, che nel segno di Luca Toni porta a casa la vittoria contro l’Udinese, quest’ultima costretta a digerire anche l’annunciato addio al calcio di Totò Di Natale a fine stagione. Un altro fuoriclasse che abbandonerà una Serie A già povera di grandi giocatori. In chiave salvezza, il Catania ha ritrovato Lodi ed è tornata a vincere, il Sassuolo ha perso contro il Genoa, ed il Chievo ha strappato il pareggio al Cagliari. In alcune zone della classifica, il campionato di Serie A potrebbe dare l’illusione di essere ancora aperto, con alcune squadre rivelazione che danno filo da torcere alle grandi ed altre, come la Lazio ed il Milan, pronte per la lunga scalata verso la qualificazione in Europa. Uno spunto di riflessione sulla qualità del calcio italiano, invece, si può scorgere in vetta alla classifica, osservando che negli 8 punti che dividono la Juventus dalla Roma, in Inghilterra sono comprese ben 7 squadre, tutte potenzialmente in lotta per il titolo. Forse, per tornare ad avere una Serie A di livello, bisognerà aspettare ancora diversi anni. Ma si sa, l’attesa aumenta il desiderio.

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Alex Marino

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