Klizan il Miracolato da Rotterdam

Klizan vince Rotterdam annullando 8 match point fra quarti e semifinali e rimontando Monflis nell’ultimo atto. La sfortuna di Mahut ed il talento in ascesa di Zverev. Edizione condizionata da assenze e defezioni. Racconto del torneo olandese vissuto dagli spalti della Ahoy Arena.

Scorrendo l’albo d’oro, si trovano grandi nomi, compreso l’eroe locale Kraijcek, direttore del torneo. C’è anche Camporese, che nel 1991 battè Lendl dando all’Italia il titolo più prestigioso dai tempi di Panatta. Questo sarebbe dovuto essere l’anno del ritorno di Federer, ma lo svizzero si è operato al menisco a pochi giorni dal via. L’ entry list ha perduto anche Kyrgios e Gasquet, gettando nello sconforto gli organizzatori.
Benvenuti  alla Ahoy Arena, quadrante sud, sette fermate di metro dalla stazione. Una città che vive attorno al suo porto, dove le piste ciclabili la fanno da padrone come in tutto il paese. L’ inglese è compreso ma le scritte e gli annunci esclusivamente in olandese fanno provare al visitatore straniero un effetto alla Lost in Translation. Il palazzetto offre servizi di ogni tipo, i pasti sono affidati ad un servizio di tavola calda, anche se il centro commerciale situato a pochi passi offre più ampie ed economiche alternative.

Si accede ai propri settori attraverso le scale mobili, il controllo dei biglietti si effettua solo all’ingresso, non c’è quasi personale sugli spalti, grande auto-disciplina ma forse qualcuno in più servirebbe. Il cerimoniale è collaudato, nella finale sarà arricchito da una banda che suona il motivetto di accompagnamento all’ingresso giocatori, scortati da due bambini vestiti da Superman e Batman.
La superficie veloce favorisce un tennis brillante, lo si è visto sin dall’ottavo Zverev-Simon. Il 18enne tedesco ha mostrato tutto il proprio talento, la facilità dei colpi e la buona propensione offensiva, sfilacciando la ragnatela tessuta da Simon al tie break decisivo. Anche ai quarti ha tenuto il campo, primo set alla pari nel quale Monflis ha fatto la differenza col servizio, per poi sfruttare la maggiore esperienza prendendosi un break nel secondo. Zverev non ha mollato, è salito 0-40 in due games di risposta, ma ha dovuto cedere. Due serate che hanno posto a forte rischio i rientri di chi non aveva la macchina, visto che l’ultima metro parte alle 00 e 20.
Nell’altro quarto è caduto Cilic, mai in partita contro Kohlshreiber.
Nella parte alta si è fatto strada Mahut. Proveniente dalle qualificazioni, ha incantato con il suo tennis classico, polverizzando Troicki a suon di tocchi e volèe, rispolverando l’arte del chip and charge. Avrebbe dovuto affrontare in semi Bautista Agut, avanti 7-6 5-3 nel suo quarto, a disposizione 5 mp, ma da quel momento è iniziato il torneo del suo avversario. Sparando a tutta potenza il dritto, Klizan ha conquistato il tie break e dominato nel terzo. Il pubblico ha apprezzato i suoi drop shot sorvolando sulle plateali sceneggiate di cui si è reso protagonista. In settimana ha dato il peggio di sé, protestando, gettando palline e racchette, quanto di più lontano dal tennis dei gesti bianchi.

In semifinale si fronteggiavano due diverse stanchezze, Mahut in corsa anche nel doppio, Klizan dopo la maratona precedente. Il francese si è aggrappato al servizio, ha vinto il tie break con 4 aces e nel secondo è salito 5-3. 24 ore dopo, abbiamo assistito allo stesso film. Klizan si è esaltato, folla in delirio per i suoi eccessi, un arbitro debole che gli ha dato il warning solo all’ennesimo racket abuse. Mahut ha mostrato il motivo per il quale è ricordato per una sconfitta, il 70-68 al quinto a Wimbledon 2010 con Isner. Non aveva concesso niente alla battuta fino al momento decisivo, al tie break è salito 6-4 con due match point prima di cedere 7-9 e squagliarsi nel terzo.
Monflis ha controllato in semi Kohlshreiber, permettendosi anche un colpo Radwanska, eseguito con le ginocchia abbassate. Il pubblico ha gradito, ma certo si aspettava di più. L’organizzazione l’ha coinvolto con giochi ed interazione twitter, anche se forse l’appassionato avrebbe gradito vedere sullo schermo le statistiche e qualche replay.
Ancora una volta, Klizan ha rimontato, dominando la frazione decisiva. Monflis si è aggiudicato il primo set al tie break, con un gran recupero nel terzo punto e 2 aces. La svolta è avvenuta sul 3-4 30-30 del secondo, uno scambio a rete ravvicinato vinto dallo slovacco, un doppio fallo del francese e da lì Martin ha ripreso a mulinare i suoi dritti mancini.
E’ stato più sobrio degli altri giorni, punendo a suon di palle corte l’abitudine del francese di restare lontano dalla riga di fondo. Terzo set senza storia, doppio break e 6-1, titolo più importante nella carriera di Klizan che passa da 41 a 27 in classifica Atp.

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michele sarno