Juventus: nel deserto contro il tabù Supercoppa

La Juventus, nel deserto di Jeddah, in Arabia Saudita, alle ore 20,30 locali, ovvero le 18,30 in Italia, sfida il Milan di Ringhio Gattuso e la cabala, contro quello che può essere definito un vero e proprio tabù Supercoppa. Nelle ultime stagioni infatti, questo è l’unico trofeo su cui la Vecchia Signora ha fatto più fatica del normale a mettere mani. Nel 2014 fu il Napoli a sottrarle il trofeo. Nel 2016 proprio il Milan, e nel 2018 la Lazio. Una percentuale insolita per una squadra in grado di imporsi negli ultimi sette campionati di Serie A.

Dal canto suo il Milan, distante ben 22 punti in classifica e privo del suo giocatore più talentuoso, Suso, si affiderà ad Higuain, e alla sua voglia di rivalsa verso il club che lo ha scaricato per far posto a CR7. La situazione per i rossoneri sembra davvero disperata, ed è per questo che ci si aggrapperà anche al tabù Supercoppa degli avversari. Da un punto di vista tattico la storia della gara sembra già scritta. Con la Juventus, da una parte, a fare la partita e il Milan a cercare di contenere, ripartendo in contropiede. Determinanti saranno le fasce laterali del terreno di gioco. La Juventus può contare su fenomeni del calibro di Douglas Costa e Dybala, senza dimenticare il classico sistema di gioco in cui Cristiano Ronaldo parte largo a destra e taglia al centro, creando varchi per le incursioni di Alex Sandro. Determinante sarà l’apporto dei due mediani rossoneri, Kessie e Bakayoko, nel dare il giusto sostegno ai terzini.

Il King Abdullah Sports City Stadium, impianto da quasi 60 mila posti, sarà gremito all’inverosimile, sopratutto per vedere le stelle in campo, con buona pace delle pur sacrosante polemiche riguardo ai settori vietati alle donne. Purtroppo il business non conosce limiti e il discorso relativo alle differenze culturali sarebbe estremamente lungo e complesso. I tifosi si aspettano sopratutto di assistere ad una bella gara, consapevoli che le enormi differenze di organico e di rendimento, in uno scontro secco, contano relativamente. Le due compagini sono entrambe a quota 7 Supercoppe vinte a testa, e quello di oggi sempre quasi uno “spareggio” per attestare la propria superiorità.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.