Juventus padrona di un triste campionato

La ricostruzione dell’impero è a buon punto per la Juventus. Dopo le macerie ereditate dal terremoto provocato da Calciopoli, i bianconeri hanno gettato basi solide su cui ricostruire la propria storia: certezze economiche, strapotere in campionato e grande competitività in Europa, tutto in stile Vecchia Signora. Ed è inutile continuare ad illudersi che il campionato italiano possa offrire una concreta opzione in qualità di anti-Juve: i bianconeri sono l’unica squadra ad avere un sistema di gioco chiaro, ben delineato e, soprattutto, molto efficace sia in fase offensiva che in fase difensiva, a prescindere dagli interpreti in campo. Per poi non parlare del fatto che la Juventus è l’unica squadra tra le big a poter usufruire di uno stadio di proprietà, il che garantisce un importante afflusso economico da poter poi reinvestire nel mercato e non solo.

Con questi presupposti, c’è ben poco da aspettarsi dalle restanti giornate di campionato, quantomeno per quel concerne la lotta al vertice. Dopo diciassette partite ed un girone di Champions piuttosto impegnativo la Juventus è riuscita a distanziare l’Inter, ora seconda, di sette lunghezze, mortificando qualsiasi ambizione di tricolore di tutte le rivali. Solo la Juventus può perdere questo scudetto, e questa ormai è una certezza. E nel posticipo di ieri sera se n’è avuta la riprova: il Napoli, grande candidata di inizio stagione al ruolo di anti-Juve, battendo il Bologna al San Paolo, avrebbe avuto la possibilità di portarsi al secondo posto e di contenere il distacco dai bianconeri. E invece gli uomini di Mazzarri hanno fatto harakiri, andando a perdere la partita nei minuti finali.

Nella fatal Verona trova la sconfitta la Roma di Zeman, affondata da Pellissier e da…Bergonzi. L’arbitro genoano dimostra ancora una volta di essere uno dei peggiori in circolazione, negando ai giallorossi due rigori evidenti, prima del gol partita di Pellissier. Ma, detto di Bergonzi, vanno anche sottolineate le assurde scelte di Zeman, che continua a relegare De Rossi in panchina: una vera follia, considerando soprattutto il teatrino mediatico messo in scena quest’estate sul rinnovo di colui che era considerato capitan Futuro e che oggi più che mai il suo futuro lo vede molto lontano da Roma. Larghe vittorie per Milan e Fiorentina, che infliggono un pesante 4-1 rispettivamente al Pescara e al Siena. Stesso risultato anche per il Parma sul Cagliari, mentre il Catania si impone 3-1 contro la Sampdoria. 1-1 tra Genoa e Torino.

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Cristian Policella

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