Juventus-Napoli decisa dalla cabala

Juventus-Napoli l’ha decisa la cabala. Higuain è stato accostato al numero 71 che, nella cabala napoletana, corrisponde all’uomo di merda. E il 9 bianconero segna proprio al minuto 71. Una pura coincidenza? A noi piace pensare di no. Piace pensare che il calcio regali anche queste cose oltre al mero spettacolo sportivo. Piace pensare che ogni partita racconti una storia. Basta rintracciare i segni … in questo caso i numeri.

E i numeri che hanno scandito questa storia, questo Juventus-Napoli sono due: il 9 e, come abbiamo già detto, il 71. Perché il 9? Perché il 9 è il numero del Pipita, che ha avuto al Napoli e che ora ha alla Juventus. E ancora una volta ci viene in aiuto la cabala napoletana dove rappresenta la figliolanza. E allora come non pensare alle parole di Sarri su Higuain pochi giorni prima di Juventus-Napoli: “Lo saluterò come un figlio che mi ha fatto incazzare“. Come un figlio, come un 9 che ti ha fatto arrabbiare. Eccolo il Pipita, protagonista di questa storia definito figlio e uomo di merda. Per la trama, però, serviva una scena, l’incontro tra lui e chi lo ha definito 9 e 71, serviva questo Juventus-Napoli.

Dall’abbraccio tra Higuain e Sarri poco prima dell’inizio della partita fino al gol del Pipita. Tra questi due eventi c’è stata Juventus-Napoli. Match intenso e bloccato, soprattutto nel primo tempo, e fortemente tattico. La Juventus, da una parte, che non riesce ancora a trovare quella fluidità di gioco, quegli automatismi per imprimere i propri ritmi. Ancora una volta è il centrocampo a dare problemi. Pjanic continua a regalare prestazioni anonime e incolori; Khedira fatica a trovare i tempi giusti di gioco ed Hernanes appare lento nella manovra. Con un centrocampo così, le assenze di Dybala e Marchisio sono sempre più determinanti per la squadra di Allegri. La loro presenza, a questo punto, è indispensabile.

Dall’altra parte, il Napoli offre una prestazione tatticamente quasi perfetta con una concentrazione a massimi livelli.  Il pressing alto del primo tempo ha contribuito fortemente ad accentuare le mancanze dei bianconeri ma è mancata concretezza e decisione in fase offensiva. Il tridente “leggero”, infatti, assicura, sì qualità, ma appare poco incisivo e l’assenza di un uomo dentro l’area si fa sentire. Nota molto positiva, invece, per quanto riguarda l’inserimento di Diawara. Il giovane guineano dimostra personalità e sicurezza in mezzo al campo.

Risultano probabilmente decisivi per spezzare l’equilibrio, oltre ai due rimpalli sfortunati di Ghoulam, gli inserimenti di Cuadrado e Marchisio. Con questi due innesti la Juventus ritrova grazie al primo imprevedibilità, grazie al secondo ordine in mezzo al campo. Ma come abbiamo detto, questa partita l’ha decisa la cabala … l’hanno decisa il 9 e il 71.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).