Juventus d’autore, Lazio schiantata e Supercoppa conquistata

Fame. E’ questo, spesso e volentieri, a fare la differenza in una partita e ancora di più in una finale. E ieri sera, nella Supercoppa italiana tra Juventus e Lazio, i più affamati erano sicuramente i giocatori bianconeri. Dopo un primo tempo che, nonostante il vantaggio firmato da Pogba, si era concluso comunque all’insegna di un certo equilibrio, nella seconda frazione di gioco gli uomini di Conte hanno cambiato marcia, approfittando delle innumerevoli indecisioni difensive dei biancocelesti per andare a segno tre volte nel giro di sei minuti. Cattiveria agonistica in fase di non possesso, ripartenze brucianti sulle fasce e triangoli rapidi e precisi per vie centrali, queste le chiavi di volta della partita, che hanno permesso alla Juventus di mettere in bacheca il primo trofeo stagionale. Ottime indicazioni per Conte sono arrivate soprattutto la davanti, dove Vucinic e Tevez hanno già mostrato di avere un’ottima intesa: per conferme chiedere a Biava e Dias, mandati completamente in bambola dai loro scambi nello stretto. Certo, in Champions League, grande obiettivo stagionale della Juventus, i bianconeri avranno a che fare con ben altre difese, ma se il buon giorno si vede dal mattino…{ads1}E mentre la Vecchia Signora si gode il suo ennesimo trofeo, in casa Lazio è il momento delle riflessioni. Se comunque nel primo tempo gli uomini di Petkovic erano riusciti a tenere testa alla Juventus, chiudendo la prima frazione di gioco immeritatamente in svantaggio, nel secondo tempo i biancocelesti non sono mai scesi in campo, lasciando completamente l’iniziativa in mano ai bianconeri. A centrocampo l’esperimento del doppio regista ha dato sì maggiori sbocchi in fase di costruzione, ma ha anche compromesso l’impianto difensivo, perché l’assenza di un mediano incontrista non ha permesso di portare un buon pressing sulla linea di metà campo, lasciando così troppa libertà di manovra al centrocampo della Juventus, che ha potuto sviluppare come meglio credeva le sue azioni. Senza contare che senza mediano i centrali difensivi si sono trovati privi di copertura e costretti a cercare il gioco d’anticipo sulle punte, con risultati terrificanti. Ciliegina di una torta andata a male è la solitudine nella quale ha dovuto combattere Klose, che a 35 anni non può continuare a fare reparto da solo. Per sperare in una buona stagione la Lazio dovrà cercare di reperire sul mercato un centrale difensivo e un attaccante di valore, anche perché non si può sperare di trovare sempre squadre come la Roma nelle finali che contano.

 

Vuoi commentare l'articolo?

Cristian Policella

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->