Tutte le italiane fuori dall’Europa: non accadeva da 15 anni

E’ dura da digerire ma il verdetto è chiaro: le squadre italiane fuori dall’Europa. Fino a ieri era rimasta solo la Lazio a difendere l’orgoglio nazionale. Ma giovedì sera è arrivata anche l’ultima batosta: i biancocelesti sono stati estromessi dall’Europa League. Un’eliminazione sorprendente, subita dai modesti cechi dello Sparta Praga. Una sconfitta che fa naufragare tutti i sogni europei delle squadre italiane. Prima ancora che arrivi la primavera, non c’è più nessuna squadra nostrana nelle coppe. Non accadeva da quindici anni, dalla stagione 2000-2001 quando Parma e Inter non superarono gli ottavi dell’allora Coppa Uefa e Milan e Lazio si fermarono alla seconda fase a gironi prevista dalla vecchia formula della Champions. Pur nel generale decadimento del calcio italiano, una batosta come quella ufficializzata ieri, non eravamo più abituati a vederla.

Eppure l’anno scorso avevamo portato la Juventus in finale di Champions League e addirittura due nostre rappresentanti (Napoli e Fiorentina) in semifinale di Europa League. Sembrava l’inizio della riscossa, soprattutto nei confronti del calcio inglese, anche lui in caduta libera, ma ancora sorretto dalle superpotenze presiedute dai soldi degli sceicchi. Invece quest’anno è avvenuto l’esatto contrario, in un’altalena di risultati assurda e difficilmente pronosticabile: dalla rinascita del 2015 è arrivato il crollo del 2016.

Il disastro inizia quest’estate, prima con la pesantissima lezione di fine luglio subita dalla Sampdoria dai modesti serbi del Vojvodina ai preliminari di Europa League.  Continuata poi con la sconfitta della Lazio a Leverkusen e la conseguente retrocessione in Europa League.  In autunno era arrivata la caramella che sembrava addolcire gli iniziali patemi subiti: Juve e Roma qualificate come seconde in Champions, Fiorentina, Lazio e Napoli avanti senza problemi in Europa League. Sembrava l’inizio di un nuovo risorgimento italiano in Europa. Di mezzo ci si è messo il sorteggio che non ha aiutato le italiane nella fase a eliminazione diretta. Nessuna è stata capace di sovvertire il pronostico ma allo stesso modo nessuna è riuscita a rispettarlo: il Real Madrid ha buttato fuori la Roma, la Juventus ha solamente assaporato il sapore dell’impresa con il Bayern Monaco, mentre qualche settimana prima la Fiorentina subiva una lezione dal Tottenham e il Napoli gettava tra le mura amiche del San Paolo la qualificazione agli ottavi di finale. Rimaneva la Lazio che forte del passaggio del turno con il Galatasaray avrebbe dovuto sbrigare la pratica ceca senza problemi. 0-3 all’Olimpico e tutti a casa.

C’è poco da dire. C’è poco da recriminare. Bisogna cambiare l’atteggiamento con cui si affrontano le competizioni europee. Non è concepibile che con sedici squadre ancora in lotta ci siano tutte le italiane fuori dall’Europa. Non si è mai capito per quale motivo parte delle squadre italiane, durante la stagione facciano di tutto per arrivare in Europa, per poi mettere le seconde linee nelle partite di coppa, giustificando il tutto con un patetico “perché il campionato è più importante”. E’ chiaramente un cane che si morde la coda e con questa mentalità non si potrà mai fare il salto di qualità necessario per riproporre il calcio italiano su gli standard avuti non più di 10 anni fa. Il campionato resterà sempre importante ma l’Europa una volta che la conquisti va difesa. Perché difendi la gloria della tua squadra ma soprattutto difendi il tuo calcio.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.