Italia nel girone dei rimpianti

 

Inutile nascondersi dietro un dito: l’Italia l’opportunità per essere testa di serie l’ha avuta, ma come ben sappiamo, il pareggio contro l’Armenia tolse agli azzurri il privilegio di entrare tra le “mitiche” 8 che, in teoria, avrebbero avuto vita facile nel sorteggio di ieri pomeriggio. Tra le otto privilegiate, figurano nazionali come il Belgio, che non disputava i mondiali dal 2002, e la Svizzera che non supera gli ottavi di finale dal 1954. Com’è possibile? Grazie al nuovo metodo con il quale viene calcolato il ranking Fifa dopo il mondiale del 2006, che considera i risultati ottenuti dalle singole squadre negli ultimi 4 anni e non più negli ultimi 8, amichevoli comprese. Tutto ciò che è successo prima di 4 anni fa quindi, non ha influito sul ranking Fifa. Così facendo, si pensava di rendere più fedele la classificazione, in quanto risultati troppo vecchi avrebbero potuto non rispecchiare il reale valore delle squadre. {ads1} Un sistema, quest’ultimo, che di certo non premia una nazionale che vanta 4 titoli mondiali come l’Italia, ma bisogna ammettere la forte responsabilità della squadra, che quando arrivò il momento di conquistarsi lo status di testa di serie sul campo contro l’Armenia, giocò con superficialità pareggiando 2-2, con in mano solo la qualificazione ottenuta nella partita precedente.
Il privilegio di essere tra le prime 8 nel ranking Fifa, in occasione di questo sorteggio era particolarmente importante, perché il sistema scelto per il sorteggio, prevedeva 9 squadre invece di 8 nell’urna 4 dedicata alle europee (scelta per salvaguardare la Francia, che per questione di ranking sarebbe dovuta finire nell’urna 2 con le africane?) e di conseguenza, era previsto che venisse sorteggiata una squadra tra le europee da inserire nell’urna 2. Inoltre, la seconda novità di questo sorteggio era la misteriosa urna X, nella quale venivano inserite le 4 teste di serie sud americane, tra le quali veniva estratta la squadra che avrebbe avuto nel girone l’europea “di troppo” spostata nell’urna africana. Insomma, in tutto questo caos quasi più incostituzionale del porcellum, chi poteva essere la squadra europea sorteggiata? Proprio l’Italia di Prandelli, che è stata inserita nel girone D con l’Uruguay, la Costa Rica e l’ Inghilterra. Considerando che tra le europee possibili c’era anche l’Olanda, forse poteva andare peggio, ma dando un’occhiata agli altri gironi, l’attenzione non può non cadere nel girone della Svizzera di Blatter testa di serie, che dovrà “vedersela” con Honduras, Ecuador, e Francia. Già, proprio la squadra di Deschamps, che si è miracolosamente qualificata contro l’Ucraina e che secondo il ranking sarebbe stata quella “di troppo” tra le europee.
In ogni caso, il Mondiale è l’evento calcistico di maggior prestigio, nel quale ogni squadra per vincere ha l’obbligo di sfoderare grandi prestazioni, di certo non potrà farne a meno la squadra di Prandelli, che non dovrà farsi spaventare dall’Inghilterra o l’Uruguay. Il CT azzurro infatti, è preoccupato perlopiù del gran caldo nelle ore in cui sono previste le partite con l’Uruguay ed il Costa Rica (ore 13 locali) e degli spostamenti che la squadra dovrà affrontare per raggiungere gli stadi. Serale invece il primo impegno degli azzurri contro la squadra di Hodgson, il 14 Giugno alle ore 21, che costringerà gli italiani ad una notte insonne per seguire la diretta alle 3 di mattina. Sarà fondamentale partire con il piede giusto ed andare a caccia del primo posto nel girone D, in modo da evitare la prima classificata del girone C nella fase ad eliminazione, che con tutta probabilità sarà la Colombia, squadra ricca di talenti del calibro di Falcao, Guarin, Cuadrado e Jackson Martinez. I sorteggi hanno parlato chiaro, il cammino degli azzurri inizia in salita. La speranza più grande, è di vedere la solita Italia che esce fuori nelle le grandi occasioni, quella che reagisce di orgoglio, esaltandosi con le squadre più prestigiose. Il grande rimpianto, invece, è quello di aver peccato di superficialità contro una squadra più modesta come l’Armenia, un errore che, con tutti gli scongiuri del caso, stavolta potremmo pagare caro. Forse è vero anche nel calcio: la fortuna aiuta gli audaci.

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Alex Marino

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