Irreale a New York: finale Pennetta-Vinci!

Serata storica per lo sport italiano: Roberta Vinci rimonta e batte Serena Williams fermandola al penultimo ostacolo verso il Grand Slam. Affronterà domani in una finale tutta italiana Flavia Pennetta, che nel pomeriggio ha dominato la rumena Halep.

Non è un sogno, è accaduto davvero. Roberta Vinci e Flavia Pennetta giocheranno domani sera la finale dell’Open degli Stati Uniti. La tarantina e la brindisina, un anno di differenza, una carriera iniziata assieme giocando il doppio, condividendo la stanza al centro Federale dell’Acquacetosa. Enormi sacrifici sognando un momento come quello che si è qui materializzato.
Stupore, incredulità, pura felicità negli occhi di Roberta durante l’intervista del dopo gara. La storia è stata scritta in tali e tante maniere stasera da rendere difficile anche iniziare a raccontare perchè, da qui fino al resto della vita di chiunque segua con passione questo meraviglioso sport, la giornata di oggi verrà ricordata con emozione unica.

Cinque anni fa Francesca Schiavone ha incantato Parigi vincendo il Roland Garros, riportando uno Slam al tennis italiano 34 anni dopo Adriano Panatta.
Quattro volte Parigi è stata nostra, ma dal 1877, anno della prima edizione di Wimbledon, mai nessun italiano aveva raggiunto la finale in uno degli altri tre mayor, e le semifinali si contavano sulle dita di una mano.

Flavia Pennetta ha piegato in quarti alla distanza la Kvitova, vinta dal caldo e dalla fatica malgrado gli otto anni in meno. Ieri contro la Halep, Flavia sapeva di avere chances. Ha dominato nel primo, rimontato da 1-3 nel secondo con una sequela di 15 punti e chiuso 6-3. Il risultato più bello della carriera nel “suo” Slam, che le ha dato le semifinali del 2013, nel “suo” paese, che le ha portato il primo torneo, l’ingresso nelle dieci e soprattutto l’alloro di Indian Wells.

Si è messa ad aspettare Serena, sognando di essere lei ad interromperne la corsa verso il Grand Slam. Corsa zoppa in verità, in tutto il torneo l’americana è stata divorata dalla tensione, i match con Bertens e Mattek Sands l’avevano dimostrato. Questa Serena lenta e nervosa sembrava tuttavia essere troppo per la Vinci.
Non è il momento di tennis migliore per Roberta, giunta ad un passo dalle prime dieci due anni fa ed alle prese con l’ombra del declino. Il tabellone le ha dato una mano, teste di serie che cadevano nel suo settore, il ritiro della Bouchard. Ha trovato ai quarti Mladenovic ed ha colto l’occasione, prima di consegnarsi a Serena. La n.1 ha iniziato contratta come mai, la palla viaggiava lentamente. E’ andata sotto 1 a 2, poi a furia di aces e di “come on” ha ripreso coraggio, convinzione, ritrovato un po’ di colpi, è salita 6-2.
Roberta ha riposto alla furia, sul 2-2 del secondo ha giocato un gran game di risposta andando avanti di un break e difendendolo contro la logica, contro la fisica, fino al 6-4.
Aveva perso un set con Mattek Sands, si era già trovata in difficoltà a Parigi e Wimbledon. Pur ammirando la resistenza dell’azzurra, nessuno sull’Ashe pensava che la vittoria di Serena fosse in pericolo. Quando è salita a palla del 3-0 nel terzo, pareva che il mondo del tennis fosse tornato in equilibrio, tutti pronti a fare i complimenti alla Vinci e ad aspettare Djokovic. Roberta non voleva però i complimenti della sconfitta con onore. Voleva giocarsela, sognare un altro finale. Controbreak, poi due pari. Settimo game, spesso la chiave di questo sport. Lo scambio del 30 pari sembra infinito, forse è solo rallentato dal battito del cuore di chi guarda. Roberta lo vince e si rivolge al pubblico come per dire “ci sono anch’io, potrebbe non finire come tutti pensate.” Serena si piega per la fatica ed il peso del momento, concede il break.
Vinci in vantaggio! Non sembra possibile, il 15-40 del game seguente può riportare tutto a posto. Invece Williams sbaglia, la tarantina annulla, tre palle break complessive e 5-3, poi 5-4.
Roberta serve per il match, ecco il momento della verità, tremerà? Arriverà la reazione della campionessa? Serena sbaglia di rovescio, 15-0. Roberta attacca e tocca la volèe, 30-0. Serena concede il 40° gratuito e sono tre match point. Scambio breve, ma come l’altro pare infinito. Roberta lo conquista, lo fa suo. E’ andata a servire nel game più importante da quando da bambina ha preso in mano per la prima volta una racchetta, e lo ha tenuto a zero.
Ce l’ha fatta. Ha infranto il sogno Grand Slam di una delle più grandi di sempre per costruire il suo sogno, quel che nessuno si aspettava.

Noi abbiamo già vinto, ma domani il trofeo degli US Open aspetta solo una di queste ragazze pugliesi. Sarà Flavia o Roberta? La Pennetta è favorita ma certo la logica non esiste più dopo quanto accaduto oggi. Viviamo domani, godiamoci l’evento, applaudiamo entrambe, perchè tutto questo è reale, non frutto della nostra fantasia.

Vuoi commentare l'articolo?

michele sarno