Intervista esclusiva a Valentina Marchei

E’ passato quasi un mese dalle Olimpiadi di Sochi, un traguardo che molti atleti come te puntano e tu ci sei arrivata. Cosa puoi raccontarci di quell’esperienza?
“Raggiungere l’Olimpiade è stato sempre il mio sogno e uno degli obiettivi della mia carriera agonistica. L’esperienza olimpica è stata entusiasmante. Ho potuto viverla fin dal primo giorno con la Cerimonia di apertura e finire con quella di chiusura. In mezzo ci sono state le gare, ma non solo le mie, anche quelle di tutta la squadra, quindi ho avuto la possibilità di tifare sul campo per Arianna Fontana, Christof Innerhofer e per tutti quelli che erano impegnati quando io non avevo allenamenti o gare. Le mie gare sono cominciate con il Team Event, la prova a squadre in cui ci siamo classificati quarti e si sono concluse con la prova individuale in cui sono arrivata 11°.
Mi porto nel cuore il fatto di aver condiviso con tanti atleti una forte passione per quello che facciamo, che non è solo vincere una medaglia, ma un’esperienza di vita che è difficile da descrivere.” 

Sappiamo che proprio a Sochi hai raggiunto il tuo record personale con un punteggio di 173.33. cosa vuol dire per una pattinatrice arrivare a fare ciò?
“Ho atteso queste Olimpiadi per ben otto anni e mi ero preparata atleticamente e mentalmente a cercare di viverle nel migliore dei modi, cercando di portarmi a casa i ricordi più belli e, ci sono riuscita! Il risultato numerico è il frutto di un duro lavoro, fatto però con il piacere di avere una meta prestigiosa da raggiungere.”

La tua Olimpiade è iniziata con la competizione a squadre dove sei scesa in pista con un programma bellissimo e con il sostengo di tutti, ma specialmente quello di Carolina Kostner…
“Con il Team Event ho rotto il ghiaccio. Ero molto emozionata, anche perché raccoglievo il testimone da Carolina Kostner che aveva fatto un programma corto splendido e…non volevo rovinare il bel lavoro da lei cominciato, soprattutto dopo che aveva dichiarato che “mi cedeva volentieri il posto perché me lo ero meritato”. E poi, ho pattinato per la squadra, non potevo deludere!
Sono felicissima della prova che ho fatto, ero pronta per fare una buona prestazione e sono riuscita a portarla sul ghiaccio trascinando la squadra al quarto posto. Un risultato per il quale avrei firmato per arrivarci se me lo avessero detto anche solo qualche mese prima. “

Se dovessi scegliere un solo momento di questa Olimpiade, quale sceglieresti e perché?                  “La fine del mio programma libero nella gara individuale, quando mi sono resa conto di aver fatto una buona prestazione, ho alzato gli occhi verso le tribune e tantissimi del nostro Team erano venuti a tifare con le bandiere! Ho sentito idealmente il loro caldo abbraccio e quello dei miei genitori che erano lì con me.” {ads1}

Possiamo dire che il tuo 2013 è finito alla grande. Campionessa ai Campionati Assoluti Italiani. Quant’è importante per te questa competizione?
“Sono molto soddisfatta della mia stagione, 2^ alle Universiadi a Trento, 1^ ai Campionati Assoluti, 6^ agli Europei, 4^ al Team Event e 11^ nella prova Olimpica individuale. Non avrei potuto sperare di meglio. I Campionati Assoluti sono sempre stati molto importanti per me, anche i miei allenatori tengono moltissimo a questo evento, inoltre servono a testare la mia preparazione in vista degli Europei. Sono sempre stata presente.”

Spostandoci sul piano Internazionale, hai partecipato davvero a tante gare: Cup of Russia, Cup of China, Skate America, gli Europei. Come affronti ognuna di queste competizioni? Come ti prepari?
“I Grand Prix sono le gare che aprono la stagione, servono a testare i nuovi programmi preparati durante l’estate, in vista degli Europei e del Mondiale che sono le gare più importanti della stagione.
Non ho modi differenti per prepararmi alle diverse gare, di solito ripeto più volte i programmi cercando di memorizzare degli automatismi che mi permettano di rendere al meglio durante la competizione.”

Proprio lo scorso anno agli Europei di Zagabria hai ottenuto un ottimo quarto posto, lottando fino alla fine avendo chiuso in terza posizione il giorno prima. C’è un po’ di rammarico per quel podio mancato?
“Non ho alcun rammarico per quel podio, che non considero mancato, perché la ragazza russa che mi ha preceduto aveva un bagaglio tecnico molto più difficile e impegnativo del mio ed è riuscita a realizzarlo al meglio al momento giusto. Io, quel giorno, la mia medaglia l’ho vinta sapendo di aver dato il massimo di quello che potevo, la mia miglior prestazione che potessi fare in quel momento.”

Parlando un po’ della Valentina che eri, com’è nata la tua passione per il pattinaggio artistico?
“La mia passione per il pattinaggio artistico è nata quasi per caso. Facevo pattinaggio a rotelle in estate (velocità) e ginnastica ritmica in inverno. Poi la mia insegnante di ritmica ha lasciato il corso e io ho voluto provare il ghiaccio. E’ stato amore a prima vista.”

E fuori dalla pista, cosa ti piace fare quando non hai i pattini ai piedi?
“Quando non pattino, mi piace uscire con gli amici, andare al cinema, a ballare, ma anche stare tranquilla a leggere un buon libro, quando non devo studiare per l’Università.”

Te la senti di dare un consiglio a chi, oggi, vuole avvicinarsi a questo sport?
“Pattinare è…l’aria fresca sul viso, il senso di libertà che ti dà appena prendi velocità. Poi modella il corpo, dà il senso del ritmo e della musica. ti permette di dare spazio alla fantasia e alla creatività. Ogni pattinatrice ha la sua caratteristica, che porta sul ghiaccio per distinguersi dagli altri e riscoprirsi donna e atleta. Per una ragazza è uno sport meraviglioso!”

 

Vuoi commentare l'articolo?

Flavia Capoano

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->