Infortunio Durant: il ginocchio va ko, stagione finita [Video]

INFORTUNIO DURANT – Sono sicuro che da qualche parte, in un mondo poco sportivo come il nostro, qualcuno in questo momento stia ridendo. Quel qualcuno magari non lo sta dando a vedere o non lo sta scrivendo apertamente, ma sono certo che si stia felicitando di quello che è, a tutti gli effetti, un dramma sportivo. Nella notte che separa febbraio da marzo, la stella dei Golden Warriors Kevin Durant, in un contrasto di gioco decisamente inconsueto (per la descrizione rimando al video, davvero difficile spiegare a parole come Pachulia cadendo sia riuscito a urtare la gamba di Durant quel tanto che basta per compromettergli il ginocchio costringendolo a uscire) ha sentito una fitta e si è fatto accompagnare fuori, in lacrime, mentre i compagni assistevano atterriti alla sua uscita.

Il responso dei medici sembra non lasciare adito a speranze: iperestensione del ginocchio sinistro con interessamento dei legamenti. Minimo 4 settimane di stop per rivalutare il ginocchio, con tempi che potrebbero facilmente allungarsi. Stagione regolare finita anzitempo e playoffs a rischio. E torno a sentire le risate in lontananza, la gioia di tutti coloro che non avevano gradito la scelta di Kevin di passare nella squadra più forte per tentare di vincere l’agognato anello e che leggono in questo disgraziato infortunio una sorta di equilibrio karmico, un segno del destino che ha espresso il suo giudizio insindacabile sulla questione. Ci sono, ne sono certo.

infortunio Durant

FATTORI INTANGIBILI – Partiamo da un presupposto, il basket è uno sport matematico. Come il baseball per capirci e come invece non è e non sarà mai il calcio. La differenza è semplice: nel basket se metti insieme giocatori che statisticamente ti garantiscono alcuni numeri (punti, rimbalzi, assist, centimetri, peso e tanti altri) generalmente sai con precisione cosa potrai avere ad ogni partita dai giocatori che hai messo assieme. Come, al netto dei problemi di spogliatoio, essi potranno comportarsi durante una stagione. Il numero di tiri presi, le percentuali, su centinaia di tiri effettuati in ogni partita limano gli eventi casuali, come un tiro entrato “per caso” o un errore clamoroso. Il calcio è l’esatto opposto, un evento straordinario può condizionare una gara in maniera notevole, spostando gli equilibri tra le squadre in campo oltre il valore dei giocatori in campo (altrimenti non avremmo mai avuto una Grecia campione d’Europa, per capirci) mentre nel basket vincono sempre, o con rarissime eccezioni, i più forti. Questa premessa è d’obbligo per comprendere come un infortunio del genere, in una squadra costruita per vincere, sia il classico evento che può costare un’intera stagione.

Con questo infortunio Durant priva la squadra di un pezzo fondamentale del suo gioco e se il Portogallo agli Europei ci ha dimostrato come in un gioco non matematico come il calcio una squadra possa vincere anche senza il suo miglior giocatore, il basket, proprio per la sua natura, fa crollare le speranze di vittoria finale.

QUALE FUTURO? – I Warriors, da grandi favoriti, rischiano seriamente di dover cedere nuovamente il passo ai Cavs di LeBron e soci. Proprio LeBron, che in questa intervista aveva messo in guardia la sua dirigenza dagli effetti catastrofici di un infortunio a una delle stelle del proprio roster, potrebbe avvantaggiarsi di questo episodio che inaspettatamente va a colmare un gap da molti ritenuto insormontabile. E i guai per Golden State non si fermano qui. Al momento, più che preoccuparsi di un’eventuale finale, l’imperativo diventa quello di pensare a come concludere al meglio la stagione regolare. La dirigenza è corsa ai ripari con l’ingaggio di Matt Barnes, free agent che torna alla baia dopo la parentesi del 2006-08 e che oggi ha postato una foto d’annata con Baron Davis e Stephen Jackson.

Matt Barnes

Ma il problema vero, per coach Kerr, sarà ricostruire un’alchimia di squadra che consenta di non perdere troppe posizioni a Ovest, perché in un girone infernale come questo, scendere e scontrarsi al primo turno con i Clippers, i Thunder o i Grizzlies, potrebbe rivelarsi fatale. E onestamente, nelle risate di cui sopra, credo di riconoscere un certo numero 0 

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.