Indian Wells: ok i big. Fuori Ferrer

 

Per Rafa si tratta di esordio con successo all’Atp Indian Wells 2013 contro lo statunitense Ryan Harrison, numero 73 del ranking, classe 1992. Un test superato con voto deciso rispecchiato dal punteggio che alza il morale al maiorchino. Nadal – quest’anno già vincitore sulla terra rossa a San Paolo e Acapulco, tornato il mese scorso a calpestare i campi di gioco dopo il maledetto infortunio al ginocchio – ha chiuso la gara con score: 7-6 6-2. Per il mio primo torneo sul cemento dopo tanto tempo non mi aspetto un grosso risultato”, ha confessato il 26enne, che ha aggiunto: “il mio rendimento fisico ha bisogno di migliorare, i miei movimenti hanno bisogno di migliorare. Dopo sette mesi non voglio correre rischi folli, ma quando sto giocando con l’intenzione di fare del mio meglio in ogni momento. Sono soddisfatto di essere nel prossimo turno. Questa è la cosa più importante”. Storia diversa per l’altro spagnolo. Ferrer, che ha recentemente superato il connazionale in classifica, ha spiazzato pubblico e scommettitori con la sua  precoce uscita di scena dal torneo. Sconfitto in 3 set (3-6 6-4 6-3) dal sudafricano Kevin Anderson, David Ferrer fa notizia in quanto prima vittima illustre al BNP Paribas OpenFinisce senza sorprese invece il match Djokovic-Fognini: vittoria di Nole che però ha dovuto sudare un pò più del previsto, ma è tutta colpa sua e non merito dell’avversario. Fabio Fognini è riuscito a rosicchiare qualcosa al numero Uno dell’Atp, però lo deve alla poca concentrazione del serbo. Il primo set di Fognini è tennisticamente improponibile, ma il risveglio nel finale lo toglie dall’imbarazzo e gli fa concludere la gara con dignità. L’azzurro sulle ali dell’entusiasmo tira fuori grinta e inizia a giocare bene, ma ovviamente con Djokovic non c’è speranza. Finisce in 3 set: 6-0, 5-7, 6-2. Secondo turno liscio come l’olio per lo svizzero detentore del titolo. Federer, che ha conquistato il quarto titolo ad Indian Wells lo scorso anno, ha perso solo quattro punti di servizio nel primo set sulla strada della vittoria completa sul russo Denis Istomin, mandato a casa con un impietoso: 6-2 6-3. Bene anche Andy Murray che ha sconfitto, una volta per tutte, il malocchio californiano. Lo scozzese ha, infatti, evitato il disastro nel deserto quest’anno dopo essere uscito di scena ai primi turni nelle  due ultime edizioni. Murray, che ora si dice tranquillo, ha speso molto del suo tempo in preparazione dall’Australia a Miami. In 2 ore e 17 minuti con punteggio 5-7 6-2 6-2 ha battuto Donskoy, numero 83 del ranking. Una combinazione di lenti e corti alta quota, o semplicemente un avversario in forma, hanno reso comunque poco agevole l’esordio del numero mondo tre che può vantare anche quest’anno un’apertura terribile per almeno i primi 25 minuti. Nessun precedente, ma Donskoy aveva molto di più da offrire, mentre il britannico si è mostrato nervoso fin dall’inizio, probabilmente con in testa fantasmi di cattivo auspicio data la sua storia recente nel deserto californiano. Quando Donskoy ha vacillato il vincitore annunciato ha tirato fuori i colpi vincenti che l’anno portato al successo 11 volte nelle ultime 13 partite disputate. “Ho sempre lottato qui negli ultimi due anni, ma non ero riuscito a vincere una partita”, ha detto il 25enne scozzese a fine gara. “Ero un poò nervoso, poi ho fatto bene se sono usciti alcuni colpi incredibili. Una volta ho avuto in più di un ritmo sono stato in grado di dettare più dei punti”. Il tabellone non regala ancora grandissime sorprese: avanti James Blake che se la vedrà con Jo-Wilfried Tsonga. Due i precedenti, entrambi sul cemento, sebbene datati 2008 e 2009; Blake ha vinto al primo turno contro pronostico su Haase, ma oggi parte sfavorito abbastanza nettamente. Interessante anche l’incrocio di strada fra Nikolay Davydenko e Juan Martin Del Potro. Poteva avere un tabellone migliore Del Potro, che già al secondo turno si deve scontrare con un buon giocatore che, tra l’altro, è in testa negli scontri diretti per 3-2. L’ultima vittoria del russo contro l’argentino risale al 2009, Davydenko vale probabilmente di più della 42esima posizione del ranking che occupa attualmente, però oggi parte sfavorito. In California tutti presenti, ma l’attesa per le fasi finali cresce perchè i top four, questa volta, ci sono tutti

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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