Il tramonto del ciclista Di luca

 

Il nostro ciclista abruzzese aveva avuto già dei precedenti, di cui del primo ricordiamo la squalifica di tre mesi nel 2007 per la sua “amicizia” con il dottor Santuccione (che venne poi radiato dal coni) poi 24 mesi nel 2009 (anche se poi venne ridotta a 15 mesi) perché risultò positivo all’Epo e l’abbiamo visto ritornare nel 2011, quando sembrava fosse tutto passato, ma non passò molto tempo prima che ricominciasse l’uso di sostanze illecite. Quest’anno infine, poco prima del giro della Vini Fantini, venne fatto un controllo a sorpresa in cui risultò ancora una volta positivo a quelle sostanze, e per lui non ci fù più pietà ne da parte dei corridori, ne dal direttore della squadra Luca Scinto che disse : “L’ho licenziato subito. Io non lo volevo neanche in squadra, l’ha scelto lo sponsor. Secondo me, si tratta di gente malata, che non si rende conto della realtà”.{ads1} Si è dimostrato molto più che permeabile al doping ed infatti quest’ultima volta è stata applicata alla lettera la punizione prevista sul regolamento della Wada, ovvero la squalifica a vita per comportamento recidivo. Subito dopo la sentenza le uniche parole rilasciate dallo sportivo alla stampa sono state:”Era tutto già scritto, evidentemente dovevo pagare io per tutti. Ho fatto tante cose per primo… Di sicuro chi mi conosce davvero sa che nello sport ho vinto quello che potevo vincere, non ho mai vinto una cronometro a 60 all’ora come qualcun altro”. Prima di Di Luca ci fù la squalifica di 12 anni di Riccardo Riccò da ogni gara ciclistica. Questo splendido sport che è il ciclismo si sta impegnando in questa dura lotta contro il doping, ma il lavoro è ancora molto e ci vorranno molti anni per debellarlo completamente.

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Dario Argenziano

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