Il segreto di un vero squalo? Studiare gli avversari al tavolo

                        “Il poker non è un gioco di carte, è un gioco di persone” cit. Anonimo

 

Una delle cose più importanti che dovete fare quando sedete al tavolo da poker è studiare continuamente gli avversari per imparare tutto quello che potete su come giocano e come reagiscono in situazioni particolari. Molti professionisti si vantano di riuscire a vincere senza neppure guardare le proprie carte.

Leggenda metropolitana narra che la giovane pro norvegese Annette Obrestad, qualche anno fa, abbia vinto un sit&go online da 4$ mettendo in riga 179 giocatori. Fin qui nulla di eclatante, se non fosse che ha riportato questo successo senza guardare le proprie carte, coprendole con un post-it.  In pratica la forte giocatrice ha vinto basandosi solo sulla posizione e sulla lettura degli avversari. Questo ovviamente è un caso limite, non sappiamo quante volte la giovane campionessa abbia tentato questa impresa, e non è nostra intenzione emularla, però questa storia ci fa capire quanto il conoscere i nostri sfidanti al tavolo possa essere influente per  avere successo.

Per i principianti è normale non curarsi di ciò che avviene al tavolo e intorno ad esso, di solito tenderanno a prendere le loro decisioni basandosi solo sulle proprie carte. Anche i bravi giocatori commettono spesso l’errore di non osservare con attenzione i propri avversari, o perché stanno giocando su troppi tavoli online, o perché si fanno distrarre dalla TV, dalle chiacchiere degli altri giocatori, da una bella giornata che li invoglia ad uscire o semplicemente perché sono pigri. Questi giocatori potranno, magari, anche trarre dei discreti profitti al tavolo, ma non realizzeranno mai a pieno le proprie potenzialità. La semplice osservazione  ci servirà solo fino ad un certo punto. La qualità delle nostre decisioni dipenderà dalla qualità delle nostre osservazioni.

Più informazioni abbiamo su un avversario, più specifiche sono, e meglio è.

Ecco cosa vi consiglio di fare: la prossima volta che giocherete a poker, concentratevi su un singolo avversario. Ogni volta che noterete qualcosa del modo in cui gioca, anche se banale, scrivetelo.  Ovviamente non sarete in grado di prendere nota di tutto per tutti gli avversari, ma sessione dopo sessione, probabilmente ritroverete gli stessi giocatori, e la volta successiva avrete una scheda di dati utilissima per giocare contro di loro.

Cerchiamo ora di trovare il modo più semplice per prendere appunti sugli avversari.  Ci sono 3 valutazioni fondamentali che dovete fare:1) Quante mani giocano i vostri avversari (quindi se sono loose o tight); 2)Quante volte rilanciano invece di fare call ( se sono aggressivi o passivi ); 3)Quante volte bleffano ( se sono simulatori o diretti).

Già con questi dati avrete un parametro ragionevole su cui basare le vostre decisioni. Potrete classificare un giocatore come loose-aggressivo-simulatore oppure tight-passivo-diretto o qualsiasi altra combinazione e poi aggiungere altri dettagli riguardo il suo gioco man mano che li scoprite. Questo tipo di osservazione è il metodo standard che i pokeristi usano per classificare i giocatori, ma per capire davvero l’avversario, dovete andare molto più a fondo.

Non perdete l’appuntamento della prossima settimana con la nostra rubrica sul mondo del poker, vi svelerò dei trucchi gustosi per classificare fin da subito i vostri avversari al tavolo.

GOOD LUCK GOOD PLAYERS!

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Marco Fabio Ceccatelli

Classe '85, shark dei tavoli da poker e delle tavole imbandite, scrivo per dare libero sfogo ad una follia neanche troppo latente. "Se perseverare nel gioco è diabolico, potete chiamarmi Belzebù".