Il Milan volta pagina con Seedorf

Lunedì scorso è stata la volta dell’ormai ex rossonero Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, voluto fortemente quattro anni fa da Silvio Berlusconi, ha riportato il Milan al successo in Italia, vincendo un tricolore che mancava da ben sette anni. I dubbi erano tanti, ma alla fine la società milanese ha optato per un vecchio ex. Il volto è proprio quello di Clarence Seedorf. L’olandese prenderà in mano l’intero team e dovrà gestire le molte rogne: partendo dai calciatori di grande emotività come Mario Balotelli. Sicuramente la stoffa del leader non gli manca, possiamo ricordare quando con i colori dei cugini dell’Inter, aveva la forza di prendere per mano la squadra, risultando determinante in molte gare.{ads1} La figura del calciatore è però completamente diversa da quella del coach. Certo l’occasione che gli hanno concesso è forse molto più grande di quanto lui possa immaginare. La stessa voglia e felicità vista dal neo allenatore, la osservai lo scorso anno, nel volto di Andrea Stramaccioni. Inizialmente ci fu un impatto positivo con il campo da parte del mister romano, ma poi quando la fortuna gli voltò le spalle, l’inesperienza si fece sentire e non poco. Anche Antonio Conte che oggi è diventato il numero uno per eccellenza nel calcio italiano, ha dovuto passare anni difficili di dura gavetta. Il tecnico bianconero ha allenato il Siena, l’Arezzo, Atalanta e Bari, prima di approdare ad una Juventus, che sicuramente non era la macchina da guerra di questo torneo, bensì una squadra mediocre.

 

Se da una parte però ci sono tutte queste incertezze sul futuro lavoro di Seedorf, dall’altra non possiamo certamente dimenticare una figura storica per il Milan. Arrigo Sacchi non ebbe una carriera da calciatore e venne ingaggiato con poca esperienza, aveva collezionato soltanto due panchine: Parma e Rimini, eppure riuscì a vincere praticamente tutto, dalla Champions League al campionato di Serie A, scrivendo una delle pagine più gloriose dei rossoneri.

Sicuramente la società ha fatto una scelta di campo, poiché affidare un team ad un allenatore di soli trentasette anni è una rarità nel panorama calcistico italiano. L’effetto del cambio di panchina ha già iniziato a produrre i primi frutti con la vittoria in Coppa Italia contro lo Spezia (anche se era seduto solo in tribuna). Ora non resta altro che aspettare e dirgli: buona fortuna Clarence.

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Daniele Giacinti

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