Il k.o. del Sei Nazioni all’Olimpico

Un’Italia che mai è stata così, che non è riuscita a tenere alto il vantaggio, che si è vista impaurita davanti a una Scozia che, brava sì, ma non eccezionale. Bisognava puntare su questa partita per rifarsi e avanzare in classifica. Invece, ora c’è il rischio del cucchiaio di legno che torna a perseguitarci. Insomma, la Scozia ha saputo reagire in un secondo tempo dove i nostri azzurri non hanno saputo farlo. Il bis di ciò che è accaduto con la Francia si è visto ieri in campo, ma parliamo della Scozia, è diverso. Ecco le parole del c.t. Brunel a fine partita. “La qualità della partita è stata deludente. La peggiore Italia mai vista da quando ci sono io. Abbiamo regalato agli scozzesi la possibilità di vincere soprattutto per le nostre imprecisioni. Se guardo al futuro? Adesso voglio capire cosa è successo in questa partita contro la Scozia. Siamo indietro rispetto alla nostra ambizione. Voglio capire perché siamo stati così brutti. Dobbiamo reagire. La nostra difesa è stata di qualità fino a un certo punto. Ma poi… Il contenuto globale di questa Italia non è al livello della nostra ambizione. Non abbiamo fatto la nostra parte, possiamo offrire prestazioni ben diverse. Male in touche, sempre in difficoltà per uscire dalla nostra metà campo, tanti errori nei passaggi, nel costruire azioni d’attacco, non abbiamo controllato il match, non abbiamo avuto la necessaria qualità per meritare qualcosa. Un’Italia normale queste partite le va a vincere” (ndr. Intervista a cura de La Gazzetta dello Sport). {ads1} Questo lo pensa anche il capitano, lo pensano un po’ tutti. Mancano due partite, quella con l’Irlanda e quella con l’Inghilterra, che tornerà nella capitale. Le cose da aggiustare sono molte, lo sanno, ed è una cosa che va fatta. In compenso l’Olimpico ieri è stato una folla di tifosi e scozzesi che si sono rivelati tutti grandi amici. La giornata è iniziata alle nove di mattina per steward e volontari, una giornata infinita, terzo tempo compreso. Tanta la voglia di fare, di mettere tutto in ordine, e tante le persone che, sebbene di nazionalità diverse, si sono ritrovate a fine gara a bere e mangiare insieme. Tanti bambini allo stadio, tante famiglie. Almeno da questo punto di vista si può dire che il rugby è uno sport che unisce e appassiona tutti quanti. Si nota solo attraverso la vendita dei biglietti, circa 67mila, e dal fatto che non esistono tifoserie separate. Si è, davvero, una grande famiglia, con strette di mano finali.

 

Studiando le nostre due ultime avversarie, il loro match questa volta si è concluso con un 13 – 0 per l’Inghilterra. L’Irlanda è stata spenta, affatto volenterosa, lenta. È bastata una meta degli UK per mandarla in confusione. È lei la nostra prossima avversaria, a Dublino.
Vedremo come andrà a finire.

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Flavia Capoano

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