Icardi e Banega: è Inter show … con Rosario nel cuore

“La cuna de la bandera”, così viene chiamata Rosario. Siamo in Argentina, nella provincia di Santa Fe. Ma per il calcio, più che la culla della bandiera, appare come la città dei campioni. Si parte da due guru della panchina come il Tata Martino e Loco Bielsa, fino ad arrivare a Messi, Di Maria, Garay e Ansaldi. Sono tutti nati a Rosario. Come Icardi e Banega, grandi protagonisti della rotonda vittoria dell’Inter sull’Atalanta. Tre gol a testa nel 7-1 rifilato ai ragazzi di Gasperini. Un dominio albiceleste che ha rilanciato i nerazzurri nella corsa Champions, ma soprattutto ha ribadito ancora una volta lo stretto legame tra l’Argentina e l’Inter.

Icardi per Banega e viceversa. Ieri è stata la loro partita: sei gol e due assist. A oggi in Serie A nessuno è come Mauro Icardi. Venti gol totali con sei assist per i compagni. Ventotto, se andiamo a sommare. Meglio di Dzeko (25), meglio anche di Mertens e Belotti (26). Record italiano, ma non europeo. Quello appartiene ai “mostri” Messi-Suarez a quota 30. Rosario, dicevamo, patria di campioni e di giocatori ritrovati. Come Ever Banega, assoluto protagonista a San Siro. Tre gol e due assist che danno continuità alla grande partita fatta a Cagliari e rilanciano le ambizioni nerazzurre dell’argentino, destinato lo scorso gennaio a lasciare l’Inter dopo soli sei mesi. Lo volevano in tanti e la Cina sembrava la meta più probabile. Il Tianjin di Cannavaro era pronto a sborsare cifre importanti per “el Tanguito”. Ma lui ha detto no. Voleva giocarsi le sue carte a Milano. E ieri il campo lo ha premiato. Banega rifinitore, Icardi finalizzatore. San Siro come Rosario. Il prato verde come fossero ancora bambini sulle rive del fiume Paranà.

“Una gioia portare a casa il pallone dopo una gara così. Non lo faccio toccare a nessuno”. È un Mauro Icardi raggiante quello che parla a fine gara, tre gol che sanno anche di disgelo con la Curva dell’Inter, dopo le incomprensioni di inizio stagione. Ancora più felice è Banega, che a fine gara ammette che “non avevo mai fatto una tripletta, è bello”. Gioia e nessun rimpianto per quello che poteva essere e non è stato: “Il vero Banega? Non ho mai avuto problemi, non era facile arrivare in un campionato nuovo e difficile. Stiamo facendo bene, dobbiamo continuare così per raggiungere i nostri obiettivi. Mauro e la Nazionale? È una decisione dell’allenatore ma Icardi sta facendo davvero bene”. Banega continua a stupire, mentre Icardi continua a segnare e far felici i tifosi dell’Inter. Chissà se per Maurito un giorno possa finalmente arrivare la tanto desiderata chiamata di Bauza. Per adesso il ct non vuole saperne nulla. Ci sono altri attaccanti nelle sue gerarchie. Bauza? Non ho il suo numero, continua a ripetere il numero 9 dell’Inter. Il gelo tra i due è evidente. Un peccato per l’Argentina e per Rosario. Messi, Icardi e Banega. La “cuna de la bandera” o il tridente perfetto “de la Albiceleste”?

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.