GP d’Europa: netta vittoria di Rosberg, Ferrari sul podio

È stata una gara senza storia lo storico esordio dell’Azerbaijan come nazione ospitante di un Gran Premio di Formula 1. Nella pur bellissima cornice di Baku, circuito cittadino di sei chilometri di lunghezza, con muretti stile Montecarlo, strette curve a novanta gradi e uno dei più lunghi rettilinei dell’intero mondiale, a trionfare è Rosberg in un gran premio privo di particolari emozioni o colpi di scena. Era lecito infatti aspettarsi qualcosa di più, in termini di spettacolo, da questo GP d’Europa che prometteva tante sorprese ed errori e invece ha vissuto del dominio assoluto e incontrastato del leader del mondiale davanti a Vettel e all’unica vera sorpresa di giornata Perez.

Mercedes – Gara dai due volti per la scuderia tedesca. Da un lato Nico Rosberg ha prontamente riscattato l’opaca prestazione offerta in Canada, dominando letteralmente il weekend, dalla Pole di Sabato alla gara senza sbavature vinta in scioltezza che ci ha ricordato il miglior Schumacher. A rovinare, in parte, la giornata di gloria delle Mercedes ci ha pensato un Lewis Hamilton in grave difficoltà per tutto il GP d’Europa. Partito in decima posizione, ha evitato accuratamente rischi alla prima curva, ma non è stato mai incisivo chiudendo alla fine solo quinto e vedendo allontanarsi nuovamente il rivale in classifica iridata.

L’episodio – La FIA ha recentemente rivisto le regole di comunicazione tra box e piloti, con i meccanici che ora non possono più dare suggerimenti ai piloti durante la corsa. Ebbene Lewis Hamilton, durante la gara, ha avuto un problema di settaggio con un manicotto messo in posizione sbagliata, ma che il pilota inglese non riusciva a trovare sul complesso volante della sua F1W07. Ha cosi chiesto “l’aiuto da casa” con i meccanici che, però, non potevano dargli alcun suggerimento. È stato buffo e divertente insieme assistere a un pluricampione del mondo in difficoltà come uno scolaretto a un esame, ma questo episodio ci fa capire quanto siano complesse le vetture moderne, anche per i piloti stessi.

Ferrari – Nel complesso la prestazione delle rosse è stata la più convincente dell’intero GP d’Europa. Vettel è partito terzo, superando poi la Red Bull, ma non riuscendo mai a impensierire Rosberg. Alla fine arriva un secondo posto che allontana ancora di più la vetta del mondiale, ma che a oggi sembra il massimo possibile per questa Ferrari, ormai relegata al ruolo di eterna inseguitrice. Buona anche la prestazione di Raikkonen, a lungo terzo, che ha dovuto cedere il podio a un fantastico Perez anche a causa di una penalizzazione di cinque secondi per aver oltrepassato la linea di ingresso nei box in scia a Ricciardo, ma senza effettivamente rientrare come poi ha fatto il pilota davanti a lui. Senza quell’errore oggi forse si poteva ottenere un bis sul podio.

La sorpresa – La grande sorpresa di giornata è stata sicuramente l’ottima prestazione offerta dalla Force India, competitiva come mai prima d’ora in questa stagione e capace di portare sul podio un pilota controverso come Sergio Perez. Un passato da predestinato, forse rallentato dalle pressioni eccessive quando è arrivato giovanissimo in McLaren. Nella top 10 anche il compagno di squadra Hulkenberg, che completa cosi l’ottima giornata di scuderia.

Le delusioni – La grande delusione di giornata è rappresentata dalle due Red Bull. Se ieri avevano ottenuto ottime posizioni sulla griglia di partenza del GP d’Europa, oggi hanno pagato la scelta di scaricare aerodinamicamente le loro monoposto. Le due macchine, infatti, hanno degradato pesantemente gli pneumatici costringendo sia Ricciado che Verstappen a cambiare le gomme dopo solo sei giri e arrivando alla fine settimo e ottavo. Davvero troppo poco per quella che doveva essere una scuderia in lotta con la Ferrari per il podio. Male anche le Williams che non hanno saputo approfittare della enorme velocità di punta delle loro macchine in rettilineo.

Il punto – Quando si corre per la prima volta su una pista nuova le aspettative sono sempre alte. Se la cornice di Baku è stata grandiosa con le sue curve strette ricamate intorno al castello cittadino, è invece mancato tutto “l’arrosto”. Ci avevano promesso sorpassi, errori, Safety car, muretti e abbiamo invece assistito a una gara sostanzialmente noiosa e senza imprevisti. Le due Mercedes sembrano sempre più imprendibili e il campionato di formula uno trasmette, per l’ennesima stagione consecutiva, l’idea di essere già finito a Giugno. Ora il Circus si sposta in Austria, dove si correrà il 3 Luglio, ma ad oggi non vediamo davvero cosa possa succedere per riportare un pizzico di imprevedibilità in questa competizione.

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Twitter: @Mauro.Zini14

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.