Gli ultimi battono i primi

Chi attendeva New York-Detroit per vedere Bargnani contro Datome è rimasto deluso. Il sassarese è stato seduto in panchina per l’intera gara, ma il Mago ha firmato 13 punti e preso 11 rimbalzi, valido contributo al successo dei suoi. Trascinati da Carmelo Anthony, infallibile dalla lunga distanza, i Knicks hanno però rischiato di dilapidare il vantaggio accumulato e sono stati graziati nel finale da un disastroso errore al tiro di Josh Smith. Il successo avvicina New York all’ottavo posto ad Est, occupato proprio da Detroit.{ads1} Marco Belinelli segna 19 punti nell’avventuroso successo di San Antonio con Memphis, giunto solo al supplementare dopo che all’inizio dell’ultimo quarto gli Spurs si erano trovati sul 91 a 75. Una serie di errori e di scelte sbagliate, alcune compiute dall’azzurro, hanno consentito una clamorosa rimonta a Conley e compagni. Extra time punto a punto, decisivo il canestro di Manu Ginobili a meno di 2″ dalla conclusione.
Indiana conferma il miglior record in NBA prendendosi la rivincita su Toronto dopo lo scivolone di capodanno. Malgrado un Paul George ultimamente in calando, i Pacers dispongono degli avversari grazie ad una superba difesa ed all’abilità di Roy Hibbert.
L’Est sta diventando terreno di conquista per Golden State, che ieri a Milwaukee ha ottenuto accelerando ad inizio ripresa il decimo successo consecutivo, -1 dal record di franchigia vecchio di quarant’anni. Le ultime sei vittorie sono arrivate dal lato dell’Atlantico: nessuno ha mai chiuso un road trip 7 su 7, stanotte Brooklin proverà a fermarli. David Lee ha onorato il premio di miglior giocatore della settimana ad Ovest con 22 punti e 18 rimbalzi.
Nel basket si gioca cinque contro cinque, il singolo incide molto più che in qualunque altro sport di squadra, ma spesso non basta. Oklahoma vide compromesse le speranze di anello lo scorso anno dopo l’infortunio di Russel Westbrook, ora di nuovo fermo causa l’operazione al ginocchio (rientrerà a fine febbraio). Senza il numero 0 e privi anche dell’influenzato Ibaka, i Thunder perdono a Salt Lake City malgrado 48 punti di un sensazionale Kevin Durant. Tra i Jazz si è distinto il 23enne Gordon Hayward, che ne ha messi 37 (tra cui gli ultimi 17 della propria squadra).
Anche Damien Lillard trova una serata di grazia, 41 punti, suo carrer high, ma Portland perde a Sacramento. Il play ne realizza addirittura 26 nell’ultimo periodo, ma i Kings salvano il prestigioso successo. E’ pertanto accaduto che le due peggiori squadre ad Ovest abbiano battuto in una notte due delle tre migliori. Stranezze di una lunga stagione!
LeBron James firma 16 dei suoi 32 punti nel terzo quarto, e Miami opera lì il sorpasso dilagando poi senza problemi contro New Orleans. A proposito dei detentori, pare che Spike Lee abbia contattato Ray Allen per girare il seguito di “He got game”. Nel film si chiamava Shuttlesworth, venerdì contro Brooklyn scenderà in campo con quel nome nell’ambito di una gara in cui i giocatori avranno i nicknames sulle maglie.
Protagoniste in settimana del trade Deng-Bynum, Cleveland e Chicago conquistano la vittoria contro Filadelfia e Phoenix. Caldissima la mano di CJ Miles fra i Cavs: 10 triple, record di franchigia. “In serate come queste, senti come se tutto ciò che devi fare è guardare il canestro e la palla entrerà”. Come dargli torto?

 

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michele sarno

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