Gli spagnoli si prendono Roma

Il risultato parla chiaro: Roma 0 Real Madrid 2. Le speranze giallorosse si sono notevolmente affievolite e al ritorno, per ribaltare il pronostico, è necessaria un’impresa che sa di miracolo. Eppure i novanta minuti di ieri sera meritavano un altro esito, o almeno una sconfitta meno pesante. Ne è una conferma l’applauso e incitamento, dopo il fischio finale, da parte dei tifosi romanisti.

cristiano-ronaldo roma real

Cristiano Ronaldo

Roma e Real Madrid arrivano a questa sfida entrambe in un buon momento (i giallorossi da quattro vittorie consecutive, i blancos da tre) ed entrambe con un nuovo allenatore (Spalletti e Zidane). La prima frazione parla più giallorosso che bianco, o in questo caso grigio di discutibile gusto. Il Real sembra trotterellare sul campo orgoglioso e fine a se stesso. Troppi inutili numeri e imprecisioni dettate da una mancanza di concentrazione. Ma questo non solo per demerito degli stessi blancos. Anzi favorito da una buona Roma, generosa e attenta. La concentrazione è quasi maniacale: il reparto difensivo non commette alcuna sbavatura e l’esempio migliore è dato da Florenzi, capitano per l’assenza di Totti e De Rossi, che tiene e limita Cristiano Ronaldo. Davanti i tre funamboli mettono in affanno la difesa del Real, soprattutto Salah che si dimostra una vera spina nel fianco per Marcelo. Contenimento e ripartenza tenendo il baricentro alto. Questa la tattica di Spalletti e sembra funzionare. Più volte la Roma crea i propositi per il gol ma manca di precisione nel rifinire l’azione. Il secondo tempo si apre allo stesso modo e, nel giro di pochi minuti, arriva l’occasione per El Shaarawy, servito splendidamente da capitan Florenzi, a tu per tu con K. Navas ma quest’ultimo si oppone tempestivamente. Un minuto più tardi Marcelo offre un corridoio per Cristiano Ronaldo. Fino a quel momento CR7 non aveva brillato e forse aspettava il momento giusto. Accelera, rientra pregevolmente sul destro eludendo Florenzi e scarica sul secondo palo. Il tiro è leggermente deviato ma va a morire alle spalle di un incolpevole Szczesny. La stella portoghese si è manifestata. Sullo 0-1 la Roma perde fiducia e si abbassa impaurita lasciando libero sfogo ai vari talenti vestiti di grigio. Spalletti se ne rende conto e cambia: dentro De Rossi per Vainquer. Florenzi viene spostato in mediana, Rudiger terzino e De Rossi in coppia con Manolas al centro della difesa. Il cambiamento favorisce la Roma che si rende subito pericolosa prima con Florenzi atterrato fallosamente in area dopo il tiro (sarebbe rigore ma l’arbitro fa proseguire)  e poi con Salah che, solo in area, non controlla la palla. Così arriva la beffa: Jese, appena entrato, raddoppia per il Real Madrid condannando la Roma a un severo risultato.

Andata di Champions League, dunque, amara per i giallorossi. Nel frattempo, in contemporanea, andava in scena l’altro ottavo in programma tra Gent e Wolfsburg conclusosi sul 3 a 2 per i tedeschi con uno scatenato Julian Draxler.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).