Giro, uno squalo si veste di rosa

 Uno, più degli altri, insegue la maglia rosa simbolo del primato strappandola con una prova straordinaria se rapportata alle sue caratteristiche, si tratta di Vincenzo Nibali che si veste da leader sfruttando un tracciato nervoso che ha contribuito ad annullare il gap col superfavorito Wiggins. Splendido il ragazzo siciliano, per generosità nelle parti di percorso a lui poco congeniali, per il coraggio in quelle discese che sbrana da Squalo, suo meritato soprannome. Abdica, invece, dal ruolo di favorito proprio Wiggins, a disagio nella prima parte della tappa e fluido e convinto solo nel finale, per il britannico l’impatto con questo Giro non è stato dei più felici e se non crescerà di condizione, rischia seriamente la debacle nella terza settimana. Entrano nelle grazie dei bookmakers, benchè non esattamente ben visti ai nastri di partenza, il mito intramontabile di Cadel Evans e l’ostico olandese Gesink, sono loro a completare il podio della generale al termine della frazione odierna.

Ma se questa prima settimana non può dirci chi si vestirà di rosa nell’ultima tappa di Brescia, ha sicuramente detto, a meno di sconvolgenti accadimenti, chi deve ridimensionare i suoi obiettivi. Il campione in carica Hesyedal e Samuel Sanchez escono a pezzi dalla crono di Saltara e dicono addio alle ambizioni di primato, troppi i minuti di distacco accumulati per pensare ad improbabili rimonte. Tra gli outsider, quasi in maniera inaspettata, spicca la prestazione di Scarponi, che contiene il ritardo in vista delle montagne e sale al quinto posto in classifica, pronto a giocarsi le sue carte per il podio finale. Per quanto concerne la vittoria di tappa, in mezzo a tante stelle stravince il britannico Dowsett, abile a foraggiare la sua gara di un congruo vantaggio costruito nei chilometri iniziali e bravo ad amministrare nel rimanente tratto di percorso. La nona tappa vedrà il gruppo cimentarsi nei 170 km che portano da Sansepolcro a Firenze, in mezzo tanti Gran Premi della Montagna con su tutti il Vallombrosa, ma occhio anche alla Vetta le Croci che dista meno di 25 km dal traguardo, chi vuole riscrivere le gerarchie ha la sua immediata occasione.

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