Giro d’italia, ricomincia l’avventura rosa

Dopo la sbornia infernale delle classiche del nord è tempo di Giro d’Italia che accompagnerà gli appassionati della due ruote lungo lo stivale dal 9 al 31 maggio. L’edizione numero 98 della Corsa Rosa prevede 21 tappe per un totale di 3.486 km con una cronometro individuale e una a squadre, sette tappe adatte ai velocisti, cinque tappe di media montagna, tre tappe di media montagna con arrivo in salita e quattro tappe di alta montagna con arrivo in salita, un bel fritto misto che di sicuro non annoierà i palati fini. Favoriti? Premesso che Vincenzo Nibali e Nairo Quintana, vincitori delle ultime due edizioni, saranno impegnati al Tour il faro della corsa sarà senza ombra di dubbio Alberto Contador che a trentadue anni suonati , un giro vinto nel 2008 e uno annullatogli nel 2011 per doping, avrà a disposizione due gregari d’eccezione come Ivan Basso e Roman Kreuziger che di sicuro gli saranno utili nelle tappe più insidiose. El Pistolero della Tinkhoff Saxo  dovrà vedersela con la concorrenza agguerrita del due volte secondo Rigoberto Uran che avrà un Etiixx Quick Step a sua completa disposizione, orfana di Cavendish e dell’infortunato Brambilla, ma impreziosita dall’esordio al giro di Tom Boonen, del nostro Fabio Aru, splendido terzo l’anno scorso e atteso ad una conferma nei panni di leader indiscusso dell’Astana, a cui si aggiunge l’incognita Richie Porte capitano della corazzata Sky che mai come quest’anno sembra maturo e ben supportato da un’ottima squadra con i fedelissimi Kyrienka e Nieve per le salite più dure.

Oltre al lotto dei pretendenti rosa è ben nutrita la pattuglia dei cacciatori di tappa che oltre Boonen vanta fior di campioni da Gilbert agli australiani Matthews, Gerrans e al sempreverde Michael Rogers autore l’anno scorso dell’impresa sullo Zoncolan. Per gli sprinter tutti a caccia del gorilla di Rostock Andrè Greipel a cui cercheranno di rubare qualche successo parziale i nostri Elia Viviani e Sacha Modolo su tutti a cui si aggiungono un Giacomo Nizzolo in ottima condizione e un Roberto Ferrari sempre nella mischia, senza dimenticare lo sloveno Luka Mezgec, lo spagnolo Lobato e il campione nazionale australiano Haussler. Si partirà con una cronometro a squadre nella splendida cornice ligure con i 17,6 km che da San Lorenzo al Mare traghetteranno la carovana a Sanremo, così come le successive tre tappe che percorreranno in lungo e in largo le meraviglie di questa regione unica al mondo con l’arrivo di Genova adatto agli sprinter e le due tappe insidiose e ondulate di Sestri Levante e La Spezia adatte a fughe da lontano o scatti nel finale. Lasciata la Liguria è subito arrivo in salita con i 17,3 km dell’Abetone non impossibile, ma ottimo test per chi misurare la gamba mentre la successiva Montecatini Castiglion della Pescaia sarà tutta appannaggio delle ruote veloci. Settima tappa di trasferimento da Grosseto a Fiuggi per immergersi nel secondo arrivo in salita, quello di Campitello Matese con 13km al 7% medio e punte massime al 13%, erta più ostica dell’Abetone dove qualcuno potrebbe anticipatamente lasciarci le penne.

Si resta in Campania con la Benevento San Giorgio del Sannio che presenta tre Gpm, il più duro lontano dall’arrivo, e un percorso nervoso adatto ai cacciatori di tappa mentre i leaders dovranno conservare la gamba sprecando meno energie possibili. Primo giorno di riposo e trasferimento nelle Marche con la decima tappa da Civitanova a Forlì interamente pianeggiante e quarta occasione per gli sprinters, e arrivo suggestivo a Imola nell’autodromo Enzo Ferrari nella tappa seguente con tre gpm di terza e quarta categoria che non dovrebbero stravolgere la generale. Altra tappa di trasferimento quella che da Imola condurrà il gruppo a Vicenza con uno strappetto nel finale che potrebbe rovinare la festa agli uomni jet che avranno modo di rifarsi nell’arrivo del giorno dopo sul lungomare di Jesolo. Si resta in Veneto con la suggestiva crono individuale nella patria del prosecco con i 59,4km della Treviso Valdobbiadene, percorso tecnico pieno di saliscendi e test cruciale per i big prima dell’ultima durissima settimana che inizia con la quindicesima tappa da Marostica a Madonna di Campiglio, 165 km con il tremendo Passo di Daone – 8,4 km con pendenza media del 9,2% e punte massime al 14%- e l’arrivo ai 1.700 metri di Campiglio dopo 15km al 5,9% medio e punte al 12%. Secondo giorno di riposo e si riparte con la durissima Pinzolo Aprica 174km con i suoi cinque gpm: Campo Magno, Tonale, primo passaggio sull’Aprica, il terribile Mortirolo con i suoi 11,8km con pendenza media al 10.9% e punte micidiali al 18% e secondo passaggio e arrivo sull’Aprica, 14km al 3,5% medio e punte al 15%. Attimo di fiato per i velocisti rimasti ancora in gara con lo sconfinamento in Svizzera dalla Tirano Lugano e rientro in Italia con la successiva Melide Verbania di 170km con il solo Monte Ologno di prima categoria  a far paura, ma posto a più 40km dall’arrivo con i big che cercheranno di tirare il fiato per le due decisive tappe alpine piemontesi-valdostane.

La prima va da Gravellona Toce a Cervinia, tappa durissima con 236km e tre prime categoria nel finale cominciando con i 16,5km del Col di Saint-Bathèlemy con punte massime al 13%, per arrivare al Col de Saint-Pantalèon 16,5km con pendenza media al 7,2% e massima al 12%, e chiudere con la scalata finale ai 2.000 metri del Cervinia dopo 19,2km al 6,7% medio e punte al 12%. Da qui sapremo probabilmente il vincitore di questa edizione senza dimenticare le insidie della penultima tappa da Saint Vincent al Sestriere, 199km col terribile Colle delle Finestre e i suoi 18,5km (di cui 7,8km sterrati) con 9,2% medio e il tratto più duro oltre 14%. Ventunesima e ultima tappa con passerella trionfale a Milano quest’anno vestita ancor di più a festa con l’Expo in pieno svolgimento, un evento nell’evento che renderà ancora più suggestiva la cerimonia di incoronazione della novantottesima maglia rosa. Non ci resta che andare per le strade e tributare il doveroso omaggio ai 198 corridori che prenderanno il via portandoci a braccetto tra le meraviglie incantevoli del nostro Belpaese sperando che il ciclismo pulito di questi ultimi anni sia una realtà sempre più consolidata.

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Fabio Bandiera