Giro d’Italia – da Napoli riparte la grande avventura

tutto pronto per la partenza della 96ma edizione del Giro d’ Italia, con le sue 21 tappe e i suoi 3.454,8 km percorrerà lo stivale entrando nelle case degli italiani. Evento storico, amato da sempre nonostante le interminabili discussioni e sentenze che a suon di squalifiche hanno di sicuro sminuito i valori della fatica e del sudore che questo sport, da sempre, porta con sè.

Si parte da Napoli per arrivare a Brescia, che almeno per quest’anno detronerà Milano, con 23 squadre e 207 partecipanti che attraverseranno 14 delle 20 Regioni dello Stivale. Percorso bilanciato, mai come quest’anno: 6 arrivi per veloscisti 3 cronometro (una a squadre, una pianeggiante e una cronoscalata) e 5 tappe di alta montagna con Galibier e le tre Cime di Lavaredo giudici spietati della kermesse, più una serie di arrivi di media montagna, trappole che promettono bagarre dove chi non ha la gamba potrebbe anche prematuramente rischiar di saltare.

Dopo la partenza da Napoli, passerella straordinaria con arrivo sul lungomare di via Caracciolo, si passerà alla suggestiva cronometro a squadre di Ischia, colline ondulate e arrivo a Forio tra natura e vedute mozzafiato. A seguire due tappe intermedie, ma da prendere con le molle visto il caldo previsto, le molte curve e i continui saliscendi uniti al fatto che i muscoli sono ancora freddi e che tutte le squadre dei big vogliono star davanti per non rischiare cadute inutili. Ecco perchè gli arrivi di Ascea Marina e Serra San Bruno possono rappresentare un primo banco di prova con le rispettive ascese di Sella di Catona e Croce Ferrata vicinissime al traguardo. Si lascia la Calabria per due arrivi comodi a Matera e a Santa Margherita di Savoia dove i velocisti affileranno le loro armi in vista dei primi sprint, per risalire verso Pescara con una tappa nervosa, intervallata da salite brevi e insidiose.

La cronometro GabicceSaltara con i suoi 55,5 km interamente pianeggianti potrà di sicuro ridisegnare classifica generale, nell’attesa delle salite di cui avremo un gustoso antipasto appenninico nell’arrivo di Firenze, dove i corridori percorreranno il circuito del Mondiale 2.013 nella salita di Fiesole con punte massime al 12%. Dopo 9 tappe battagliate primo agognato riposo, lunedì 13 maggio, e trasferimento repentino in Friuli dove si incomincerà a fare sul serio.
Il primo arrivo alpino è quello dell’ Altopiano del Montasio, una salita con pendenze media al 7,9% e punte massime al 20%, che precede la suggestiva ed emozionante, ma non durissima, frazione che da Tarvisio approderà al Vajont di cui si commemora il 50esimo anniversario e a cui la Carovana Rosa renderà degnamente omaggio. Attimo di fiato e di nuovo velocisti a tutto gas negli arrivi di Treviso e Cherasco, quest’ultimo con partenza da Busseto che diede i natali al maestro Giuseppe Verdi di cui il Giro celebrerà il duecentenario dalla sua nascita. Finita la tregua, si arriva in Piemonte con l’arrivo a Bardonecchia dove la scalata dei 7 km del Colle di Jafferau (1.908 m) rischia di far saltare il banco con le sue pendenze che oscillano tra il 9% e 14%. Il giorno dopo si sconfinerà in Francia entrando nella storia e nella leggenda di questo sport: si affronteranno in sequenza il Col du Telegraphe per poi approdare ai 2.642 metri del mitico Galibier teatro di epiche battaglie inseguendo il sogno di una maglia gialla.

Dopo il secondo giorno di strameritato riposo la carovana rientrerà in Italia per l’ultima durissima settimana: gli arrivi ad Ivrea dopo 238 km nervosi con nel finale la salita di Andrate dove le pendenze sfiorano il 13%, e quello pianeggiante di Vicenza , penultima chance per gli sprinter, precederanno una tre giorni di fuoco che inizia con la cronoscalata MoriPolsa di 20,6 km con pendenze che variano tra il 5,2% e il 10%, per proseguire con i due tapponi decisivi.
La Ponte di Legno-Val Martello, con i suoi 139 km sarà di sicuro una delle tappe che segnerà la storia della corsa rosa, con i passaggi sul Gavia (16,5 km tra l’8% e il 16%) Stelvio (21,7 km tra il 7,2% e il 12%) e l’inedita Val Martello (22,4 km tra 6.4% e il 14%), mentre i 5 colli della SilandroTre Cime di Lavaredo ci diranno chi sarà il vincitore del Giro d’italia di quest’anno. Salite durissime come il Costalunga, il San Pellegrino, il Giau, le Tre Croci e l’arrivo nell’Olimpo ai 2.304 m di Lavaredo dopo oltre 70 km di salita dei 202 complessivi incoroneranno il Re che festeggerà a Brescia nella passerella finale la tanto agognata maglia rosa.

Già, ma chi sarà il Re? I pronostici dei book makers danno per grande favorito Bradley Wiggins, vincitore dello scorso Tour de France, immediatamente seguito dal nostro Vincenzo Nibali, che dopo il podio di due anni fa e le recenti vittorie di Tirreno-Adriatico e Giro del Trentino ha programmato tutta la sua stagione per conquistare la sua prima maglia rosa rinunciando anche al Tour. Dopo l’improvviso forfait di Ivan Basso fermato da una fastidiosissima cisti che gli impedisce di salire in bici, gli altri favoriti da tenere ovviamente in considerazione sono il vincitore a sorpresa dell’anno scorso Ryder Hesjedal, gli indomiti e indomabili Scarponi ed Evans e lo spagnolo Samuel Sanchez, sempre nei dieci nelle grandi corse a tappe, ma che mai come quest’anno potrebbe essere la variabile impazzita in grado di poter sparigliare la carte. Non ci resta che aprire le danze e speriamo da sportivi di poter parlare sempre e solo di ciclismo, quello vero e non quello dopato invitando tutti gli appassionati, a cominciare dal caliente abbraccio partenopeo, ad affollare le strade per rendere omaggio ad uno degli eventi sportivi di sicuro più emozionanti e popolare che contraddistinguono il nostro meraviglioso Paese.

 

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Fabio Bandiera

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