Giochi di potere

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi”, così iniziava il famoso monologo del replicante Roy Batty nel capolavoro di Ridley Scott, Blade Runner. E difficilmente qualcuno di noi riuscirà mai a vedere navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione o raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, ma qualcosa di allucinante da raccontare a Roy lo abbiamo anche noi comuni tifosi, come ad esempio ciò che è successo in settimana in Lega. Si perché con 14 voti su 20 il dimissionario Beretta è stato rieletto presidente della Lega, alla faccia del rinnovamento che sembravano invocare. Ma lo schifo dietro a questa rielezione è più grande di quanto si possa pensare, poiché Beretta non è altro che un “burattino” messo lì da tre abili mistificatori, quali Galliani, De Laurentiis e Lotito, che, attraverso una compravendita di cariche e poltrone, possono ora fare il bello ed il cattivo tempo ai vertici della Lega.

Ma andiamo più nel dettaglio delle singole cariche. Presidente della Lega, come detto, è stato rieletto Beretta; vice-presidente (ma il vice potrebbe anche essere considerato superfluo) Galliani; consiglieri federali sono stati nominati Lotito e Pulvirenti. Ok, detto che il miglior consiglio che si può ottenere da “sor” Lotito è, ad occhio e croce, su dove andare a mangiare bene spendendo poco, come si può affidare una tale carica ad un personaggio come Pulvirenti!?! E, per non smentirsi, il presidente del Catania nella sua prima intervista da consigliere federale ha mostrato ancora una volta tutta la sua “signorilità”, apostrofando Andrea Agnelli come una “zitella isterica ed in astinenza” per il comportamento avuto durante l’assemblea di Lega. E dire poi che Pulvirenti fino a qualche giorno prima era schierato sul fronte del rinnovamento, ma probabilmente quella poltrona era troppo comoda per dire di no.

Ma non finisce qui, perché andando poi a scorrere l’elenco dei consiglieri di Lega eletti viene fuori un’altra bella sorpresa: non è stato nominato nessun rappresentante di Inter, Juventus, Roma, Fiorentina e Sampdoria. Ciò vuol dire che il 60% (questa sembrerebbe essere una vera maggioranza) in termini di fatturato e tifosi è fuori dalla politica del calcio. E quindi, mio caro Roy, tu ne avrai viste di cose allucinanti, ma come vedi anche noi non stiamo messi bene, visto che in teoria staremmo parlando di calcio, uno sport, un gioco che dovrebbe allietare le nostre giornate, ma che invece, per impicci ed intrallazzi è sempre più affine al mondo della politica italiana. Purtroppo.

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Cristian Policella

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