Ci pensa Buffon

La Juventus incontra ancora seri problemi in Champions League. Dybala, neanche l’ombra di quello visto in campionato, centrocampo in perenne affanno, Lemina espulso, gioco poco fluido … eppure arrivano i 3 punti. Sì, perché c’è ancora chi, a 38 anni, fa la differenza. Si è caricato la squadra sulle spalle e, ancora una volta, ha dimostrato di essere il migliore: Gigi Buffon.

Inutile dirlo, l’eroe della serata è indubbiamente il numero uno bianconero. Tre interventi per ribadire che ancora non è il tempo di lasciare, per rispondere a chi lo aveva insinuato. Tre interventi di talento e istinto. Tre interventi monumentali. Tre interventi che valgono come tre prodezze, che, per chi ama il calcio, sono una forma d’arte. Tre interventi arrivati nel momento, fino ad ora, più difficile della squadra. Insomma, tre interventi alla Gigi Buffon. E poi? Oltre a lui? Oltre a questi tre interventi? Sì, c’è stato il gol di Cuadrado ma tutto il resto continua a dare problemi. La Juventus non gira: è un dato di fatto. Va avanti per colpi di singoli. Domenica grazie a Dybala, ieri grazie a Buffon.

gigi buffonLa manovra è macchinosa, lenta e soprattutto il centrocampo sembra essere il principale problema, il cuore delle fatiche bianconere. Parte tutto da lì. Se Allegri troverà la formula giusta in mediana, allora si potrà vedere la Juventus nella sua massima espressione. Si potrà vedere la squadra formato europeo per cui è stata pensata e costruita. Ma fino ad ora la quadratura del cerchio appare lontana. Khedira non è più quello delle prime 3 partite. Il tedesco ha visto un’involuzione fisica che inevitabilmente ha finito con il ripercuotersi sulla qualità delle sue prestazioni. A fianco a lui, Pjanic non garantisce continuità. Il bosniaco, il cui talento non si discute, manca di personalità e di presenza sul campo. Non sembra aver trovato ancora la sintonia giusta all’interno del gioco bianconero, fatto che si traduce in prestazioni anonime spezzate da qualche sprazzo di genio. Il giovane Lemina, come ieri sera ha dimostrato, appare confuso: errori tecnici e tattici forse dovuti proprio all’instabilità percepita del reparto. All’appello poi si aggiungono Hernanes, che appare troppo discontinuo e poco affidabile (vedi Juventus-Udinese) e Sturaro, che, tornato da poco, piano piano si sta ritagliando uno spazio da comprimario ma a cui, ovviamente, non si può chiedere di risollevare le sorti del centrocampo juventino.

Ed ecco che forse la soluzione tornerà disponibile a breve. Si tratta di Marchisio. Che sia proprio lui la pedina in grado di far incastrare ogni altro pezzo nel modo giusto? Con lui in mezzo al campo, Allegri risolverà tutti i problemi? È un quesito interessante ma, per ora, rimane soltanto una certezza: a 38 anni Gigi Buffon fa ancora la differenza.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino, ora in procinto di finire la magistrale di "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).