Fuori Serena: Pennetta&Co ringraziano

La Williams non era in buona condizione fisica, una segnalazione su Twitter aveva insospittito già qualche ora prima del match, si parlava di guaio alla schiena.Effettivame nte la percentuale di realizzazione di prime bassa e i troppi errori non forzati della numero uno hanno avvallato l’ipotesi che è stata confermata dalle dichiarazioni postpartita di Serena. Questo non offusca i meriti della giocatrice serba che ha saputo approfittare della situazione esprimendo al meglio il suo gioco. Il match si apre con due doppi falli dell’americana che però dopo un primo set equilibrato finalizza il secondo set point e si porta avanti nel punteggio, considerando che erano sei anni che un perdeva una partita in cui era avanti di un set e che la serba non aveva mai vinto contro di lei, la nave sembrava aver preso la solita rotta.{ads1} Troppe seconde poco incisive e tante risposte da cineteca della Ivanovic consegnano alla numero 15 della Wta il secondo set che ha inchiodato con personalità 3. A inizio del terzo, Serena appare più preoccupata, la situazione le sfugge di mano e porta a casa alcuni punti di forza, ma ne perde altri per colpa dei tanti errori non forzati. Per Ana ogni seconda di servizio è un arrembaggio, fa spostare negli scambi la Williams e piazza ottimi vincenti. Al primo game del terzo Serena è sotto 0-40 e Ivanovic risponde con una straordinaria demi-voleè. Il dritto funziona alla grande e si ritrova 3 match point sul suo turno di battuta: il primo tentativo è già quello buono. Il match si è chiuso così: 6-2 al terzo. Non si vedevano da tempo nè una Serena così poco efficace nè una Ivanovic così decisa, e, se dispiace per la prova un pò falzata della Williams a causa del suo infortunio fa piacere vedere una giocatrice come la Ivanovic che si rialza dopo tutti i problemi avuti negli ultimi anni, la sua esagerata emotività in campo l’ha spesso indotta a stati confusionali che l’hanno fatta precipitare in classifica in posizioni troppo basse per una ex detentrice di Slam.

 

Flavia Pennetta ignara di quanto sarebbe accaduto al termine del suo match si portava avanti col lavoro. Ha fatto sui suoi standard, Flavia ha di certo più armi della Kerber e nel primo set lo ha espresso con un netto 6 a 1.  La tedesca ha avuto la sua prima occasione sul 2-2 del secondo set, ne ha approfittato come non aveva fatto l’azzurra che, nel game precedente, si era fatta sfuggire ben 3 palle break. Qualcosa qui è cambiato e la Kerber ha cominciato a ingranare e dar sfogo alla sua potenza cercando di allungare gli scambi per interromprere il predominio della brindisina. Non ci è riusciuta subito perchè nel suo momento migliore è arrivato il controbreak immediato, ma solo poco dopo Flavia si è lasciata andare nuovamente ad un passaggio a vuoto.  4 a 4, Flavia è in battuta, sotto 0-40, la tedesca strappa il game e può servire per il set. 1 pari e tutto da rifare. Si inzia il terzo con due pale break sprecate incredibilmente dall’italiana, è una fase di gioco in cui le due atlete si sono fatte generosi regali reciprocamente. Flavia prima beneficia della situazione e va a servire per il set sul 5-3, poi fa un disastro e con un doppio fallo si rimette in parità. Il servizio che finora era stato stabile va a singhiozzi, però la capacità di indurre l’avversaria all’errore sarà l’arma vincente. Ha mal giocato il suo turno di battuta, ma sulla sedia durante i secondi di riposo, si è data la grinta per tornare in campo determinata. Gioca bene Flavia, è in vantaggio 15-40, ha la palla del match e quando sembrava non averne più piazza la zampata. L’avversaria non era al top della forma, ma la brindisina ha infranto il muro tedesco con parsimonia  e furbizia tattica. “E’ stato un anno difficile per me, ora sono contetissima di come ho giocato, sono un pò più vecchia, ma diverto di più quando gioco” : ha detto una soddisfattissima Pennetta che adesso dovrà affrontare nei quarti Na Li che ha agilmente battuto (6-2, 6-0) la Makarowa.

Meno felice la giornata di Fabio Fognini. Su di lui meno pressioni perchè il numero uno italiano di fronte aveva un altro muro, un muro insormontabile chiamato Novak Djokovic. Niente da fare per Fabio, nella giornata di grazia per la Serbia, il numero 2 del mondo non ha fatto concessioni neanche ad un amico come Fabio. I due che si sono allenati insieme da ragazzi si conoscono bene e la superiorità di Nole non desta merviglia. La prova di Fognini è buona anche se il risultato è inmpetosoo: 6-3, 6-0, 6-2. Il serbo è devastante e il ligure che viene brekkato per due volte quasi a inizio set deve appellarsi alle sue prodezze per vincere ogni 15. Col suo ritmo non riesce quasi mai a far sbagliare il serbo e si ritrova sempre a rincorrere, quindi a richiare e di conseguenza a sbagliare. Anche nel terzo set quello in cui ha retto meglio lo stress, con un doppio fallo ha consegnato il break a Djoko. Una lezione di tennis che mantiene fermo lo score degli scontri diretti fra i due e che dice: 7 su 7.

Sugli altri campi dopo la sorpresa “Ivanovic-Williams” tutto va come da copione: Anderson viene battuto in 3 netti set da Berdych, la sua bestia nera (mai una vittoria per  il Sudaricano contro il ceco in carriera), Ferrer in 4 set si è liberato di Mayer, Wawrinka ha fatica a tratti contro Robredo che lo ha portato sia al secondo che al terzo set al tiebreak (6-3,7-6,7-6). L’australiana Dellacqua davanti al suo pubblico si piega di fronte alla canadese Bouchard che sarà la prossima avversaria della Ivanovic e non di ‘Serenona’ come sembrava scontato fino a ieri.

 

 

 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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