Floccari zittisce la Juve

in cui Petko – oltre a portare a casa il risultato, che è la cosa che conta – trova anche la chiave per mettere in crisi la Vecchia Signora. È bastato, infatti, un catenaccio “duepuntozero” per far emergere tutti i limiti dei bianconeri. Quelli soliti: tanto gioco, tante palle gol, ma scarsa finalizzazione. Peseranno i gol sbagliati da Giovinco, Vucinic e Marchisio. I biancocelesti infatti hanno cercato di addormentare la partita, riuscendoci a tratti grazie ai piedi buoni del proprio centrocampo. Così mentre la Juve sfornava episodi buoni per recriminare a posteriori, alla Lazio bastava confezionare due tiri in porta. E non c’è sfortuna o attenuante che tenga: gli uomini di Conte sbagliano troppo, sempre.

Pronti, via. La Juve comincia aggressiva, guadagna campo e fa girare palla per aggirare il pressing alto dei padroni di casa. Dopo neanche dieci minuti va in scena l’ennesimo pasticciaccio stagionale della classe arbitrale: Marchetti atterra Vucinic in area, sarebbe rigore netto, sarebbe. Ma venti minuti dopo Banti fa pari e patta. Isla stoppa male in area e colpisce Klose, si può continuare. Se non altro è il sintomo che la Lazio sta provando ad uscire dal guscio. Dalle parti di Storari, comunque, di pericoli se ne vedono pochi. Anzi alla fine è Marchetti a doverci mettere i guantoni, prima su Vucinic e poi su Giovinco.

La ripresa comincia con lo stesso canovaccio: la Juve attacca e la Lazio si copre per cercare di colpire nei momenti in cui i bianconeri tirano il fiato. Ed è proprio da uno dei pochi break biancocelesti che arriva il gol di Gonzalez, bravo a sfruttare una dormita di Peluso e a trafiggere Storari di testa. Da quelle parti l’assenza di Chiellini ha creato una voragine. Il resto del secondo tempo è un monologo della squadra di Conte, fino al gran finale. Al 91’ Vidal pareggia. Due minuti più tardi segna Floccari. Ma nell’azione successiva la Juve divora due gol in una manciata di secondi: prima Giovinco spara addosso a Marchetti, poi sulla respinta Marchisio manda fuori a un metro dalla porta sguarnita. Può bastare. La Lazio è in finale.

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Mauro Del Prete

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