Finals 2014: la compagnia dell’anello

Sono arrivate in fondo le due squadre migliori, le stesse dello scorso anno. Oklahoma ed Indiana hanno dimostrato di essere terza e quarta forza, capaci di insidiare, ma non di rovesciare un pronostico che sembrava chiaro sin dall’avvio della post season.
I Pacers sono passati attraverso alcuni mesi complicati, fra divisioni interne e crolli di rendimento, hanno rischiato l’eliminazione da Atlanta per poi lievitare. Non è bastato però contro LeBron James.
I Thunder hanno avuto in Durant l’mvp, ha destato sensazione il recupero fisico di Ibaka, ma hanno pagato la diversa profondità della panchina fra loro ed i Suns.
Eppure sarebbe bastato poco, gara6 tra Oklahoma e San Antonio è stata l’unica equilibrata di una serie in cui avevano sempre dominato i padroni di casa.
Sabato notte i Thunder si sono mantenuti in vantaggio, ma sempre sotto la doppia cifra, ricevendo dalla sorte un insperato aiuto all’intervallo allorquando Tony Parker è stato costretto a restare fuori causa un problema alla caviglia sinistra. Senza il campione francese è salito però alla ribalta il suo connazionale Boris Diaw, top scorer di giornata con 26 punti, mentre Leonard si metteva in evidenza e Duncan era il solito dominatore sotto i tabelloni. Si arrivava nel finale punto a punto, una tripla di Ginobili a -27″ ed una palla persa di Durant determinavano l’approdo ai supplementari. Lì la ribalta era tutta di Duncan. Il 38enne centro caraibico firmava 7 degli 11 punti dei suoi: l’orologio del tempo per lui non sembra valere.
Ora bisogna capire se la caviglia di Parker guarirà in tempo per giovedì ed in che condizione sarà. San Antonio ha tante alternative, maggiori rispetto ad Oklahoma ma anche a Miami. Per vincere il titolo però l’apporto del play francese pare indispensabile. Ci sarà anche Belinelli, primo italiano di sempre alle finals. Minutaggio ed apporto sono assai calati rispetto alla regular season, sarà importante però per lui farsi trovare pronto in quello che sarà comunque un momento storico. {ads1}
Miami ha ribaltato il fattore campo con Indiana pareggiando le prime due partite, poi ha preso il vantaggio aggiudicandosi gara 3 e 4 a South Beach. I Pacers avevano iniziato bene la prima esterna, ma si sono presto spenti di fronte agli attacchi a canestro di James e Wade. Il terzo quarto da 14 punti di LeBron nell’incontro successivo ha lasciato capire che aria tirasse nella serie, mentre cresceva il contributo di Chris Bosh. I 37 punti di Paul George mercoledì consentivano ad Indiana di tornare in Florida, ma lì ancora James e Bosh hanno chiuso i giochi. Gli Heat giocheranno dunque le loro quarte finals consecutive, nessuno ci riusciva dai tempi di Celtics e Lakers negli anni ’80.
Miami ha il miglior giocatore del mondo, San Antonio una rosa più completa: speriamo di assistere ad uno spettacolo all’altezza di quello dello scorso anno.

Secondo la ESPN l’ex amministratore delegato di Microsoft Steve Ballmer è in procinto di acquistare i Clippers alla cifra record di 2 miliardi. Venderebbe Shelly Sterling, visto che l’ex marito Donald sarebbe stato dichiarato incapace di intendere. L’ex proprietario dei Nets Lewis Kats è morto stanotte a 72 anni in un incidente aereo. Era stato l’artefice delle due finali della franchigia ad inizio secolo.
Kevin Love potrebbe andare ai Celtics o comunque altrove, malgrado a Minneapolis si speri di poterlo trattenere. Phil Jackson sta ancora cercando il nuovo allenatore dei Knicks, dopo il voltafaccia di Steve Kerr.
La lega tornerà alla O2 Arena di Londra il 15 gennaio per New York-Milwaukee.

 

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michele sarno

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