Finale bis SErena-Vika, ma comunque brava Flavia

Non avrei mai pensato di arrivare in fondo, prima di Wimbledon ero la 116 e adesso sono tornata fra le prime 30 e questo mi permetterà di giocare con tranquillità i tornei rimanenti quest’anno.”

Così ha parlato una Pennetta tranquilla e ritrovata al temine della avventura sui campi statunitensi. Seppur il risultato finale con quello score 6-4, 6-2 dice risolutamente Azarenka, la verità è che la brindisina ha tenuto il ritmo della bielorussa e dato vita ad una gara di buon livello. Flavia, probabilmente, non aveva i mezzi adatti a battere una Vika in forma, ma nelle partite di tennis niente è scontato. Il servizio, come accade in qualche gara sia del femminile che del maschile, fa la differenza. Percentuale bassissima per l’azzura, un handicap incredibile se stai affrontando una delle migliori ribattrici della Wta. Attenta, concentrata ed energica sul resto, ha tenuto vivo il match per un’ora e 35 minuti  scampando a 5 set point nel primo set e abbassando le armi solo nel secondo dove l’Azarenka era più sicura di sè e ha tirato fuori belle giocate.

Vika va dritta in finale, ma ad aspettarla ci sarà il suo incubo: Serena Williams. Non che l’americana non sia la bestia nera per qualsiasi giocatrice, ma Vika che per qualcuno era stata considerata l’unica che potesse arginare la rivale, non essere mai riuscita neanche a impensierirla è per lei divenatato un elemento di frutrazione che la vincla ad ogni incontro e che la fa andare in campo con un livello di stress sempre troppo alto. 

I segnali sono tutti chiari, Serena con un secco 6-0, 6-3 e con l’arma del servizio perfettamente funzionante ha piegato con facilità impressionate la cinese numero 5 del ranking. 3 set consecutivi a zero in apertura e mai testa in avanti per Na Li. Ha provato solo nel finale, quando era ormai il classico cadavere che cammina, ha rompere l’inerzia annulando 6 match point, ma se si merita un brava per delle belle esecuzioni si merita una nota per non aver approcciato alla gara col giusto spirito.

Sarà dunque Bis a Flushing Meadows per la finale del singolare donne, ancora loro: Azarenka -Williams. E ancora loro 2 si può dire per la storia del doppio femminile. Un’altra semifinale arriva per la coppia delle sorelle Williams che hanno battuto 6-3, 6-1 ai quarti la coppia azzurra Errani-Vinci. Le nostre non sono riuscite a replicare il successo ottenuto in Australia proprio a discapito di Venus e Serena, ma hanno subito lo strapotere delle americane che in casa col sostegno del pubblico sembrano essere ancora più forti del solito.

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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