Finale a sorpresa

In 4 set Stan si regala la massima soddisfazione di una lunga carriera e non più giovanissimo si insidia fra i big, ocupando il terzo posto nell’Atp. Wawrinka non aveva mai battuto Nadal tanto che non era mai riuscito a strappargli un set, e si è ritrovato, in Australia, a dover gestire un doppio vantaggio. Si è complicato la vita solo nel 3 set, ma si è tolto dall’impaccio nel quarto e decisivo set. Difficile capire quando il dolore dello spagnolo ha compromesso  l’esito della gara, ma Stan merita di festeggiare la sua impresa per la qualità del tennis mostrato in tutto l’arco del torneo, per i bei spunti offerti durante il primo set della finale e per non aver ceduto di fronte alla paura di vincere.{ads1}Al quarto gioco del primo set sono arrivate 2 palle break per Stan, se le è guadagnate dopo un bel cross di dritto e un avvio di partita spumeggiante. Nadal tenta in questi primi scambi di riproporre lo schema che era stato vincente con l’altro svizzero: inchiodare sul rovescio l’avversario e aspettare l’errore. La tattica  quest’oggi risulta sterile. Con il vantaggio di 3-1 Wawrinka approfitta di palle corte e non potenti dello spagnolo, di alcune soluzioni e scelte discutibili e sopratutto di discese a rete inopportune. E’ stato sufficiente spingere l’acceleratore sul servizio: 2 ace e una voleè di rovescio semplice per consolare il vantaggio 4-1. Scambi rapidi nel primo set per cui lo spagnolo non trova ritmo. E’ tutto quì il primo set: Wawrinka sul 5 a 3 può servire per il set. Finora con la prima aveva ottenuto 9 su 9 punti, ora tentenna. Stecca un dritto da metà campo, è sfortunato col nastro e arrivano 3 palle break in favore di Nadal. Una prima vincente, dopo che il numero 1 del mondo ha stranamente sciupato le occasioni, procura il setpoint all’elvetico: Ace e vittoria del primo set (6-3).

 

 

Inizia il secondo set 0-40 per lo svizzero, Nadal non riesce a difendersi può solo correre, ma è tanto in difficoltà. Ed è subito 2 a 0. Durante questi 2 giochi è successo qualcosa. E’ a questo punto che sul 2-1 Nadal chiede l’aiuto del fisioterapista per un dolore alla parte bassa della schiena e rientra negli spogliatoi. L’atmosfera è tesa: c’è una lunga discussione tra l’arbitro e Wawrinka che si lamenta per la mancata spiegazione sull’uscita di Rafael. La polemica si accende e il supervisor va a parlare con l’elvetico che continua a chiedere: “perchè non mi communicate qual’è il problema?” Il nervosismo non se lo trascina nella ripresa, almeno nell’immediato, di rabbia Stan conserva i suoi turni. Nadal è irriconoscibile e non spinge più, sbaglia al servizio, piovono doppi falli, per lui i guai si fanno seri quando arriva il doppio break. Non riesce a servire, non riesce a spostarsi lateralmente, è in balia dell’avversario. Il secondo set fila via liscio per Wawrinka ( 6-2) e tutti cominciano a domandarsi se gli antidolorifici iniziarenno ad avere effetto o se il campionissimo deciderà di ritirarsi.

Il 3 set è un prolungamento di agonia e una ‘cortesia’ che Rafa fa a Wawrinka, resta in campo, ma è solo a mezzo servizio. Complicato anche l’atteggiamento psicologico di Stanislas che vede il suo avversario in quelle condizioni, ma deve mantenere l’attenzione sulla gara. Cede infatti la battuta per la prima volta nel match e si va 2 a 0 Nadal. Wawrinka gioca per non sbagliare e non per far male, ha paura di vincere e lo spagnolo lo avverte. E si sa il predatore che è in lui annusa una possibilità. Sul 5 a 3 del terzo set il numero 1 del seeding serve per portare a casa il set: Stan è agitatissimo continua a parlottare col suo angolo, il quarto parziale è del maiorchino. Un set portato a casa anche per meriti di reputazione, ma Nadal sembra, per qualche istante, poter ancora dire la sua. Lo svizzero stava inceppando nell’errore di pensare che la partita fosse finita prima che Nadal avesse annunciato il ritiro e si sa lo spagnolo ha più vite di un gatto e finchè la gara non è chiusa i punti devono essere conquistati sul campo.

Era dal 1980 che una testa di serie numero 8 non vinceva questo torneo. Le statistiche del match in casi come questo non contano, i numeri neanche è solo una partita di nervi e status psichici. Si assiste a un quarto set assurdo, Stan butta letteralmente via 2 palle break sul primo turno di servizio di Rafa. La battuta è l’unica certezza dello svizzero, un marinaio che ha perso la rotta, ma che ha come bussola la sua battuta. Dopo 9 palle break mancate di fila in tutto il match con un dritto lungolinea, liberandosi dei fantasmi, Wawrinka piazza un dritto irragiungibile e allunga sull’ avversario. Ancora una volta succede qualcosa di incredibile: arrivano 3 palle del contro break e Nadal le sfrutta grazie ad un errore banalissimo dello svizzero. Altra occasione per Stan, è dinuovo 15-40 su servizio spagnolo e dopo uno scambio intenso a vincere è l’elvetico. Va a servire per il match. Prima esterna e 15-0, segue la seconda a rete e induce all’errore il mancino di Manacor, e con un’altra ottima seconda ottiene 3 match point, ne basta uno (3-6).

Il trono svizzero viene occupato da Wawrinka che ora è numero 1 elvetico e da domani si prenderà la terza posizione del ranking Atp. Dopo aver vissuto nell’ombra di Roger per tanto tempo si può godere il suo momento. “Mi è sempre piaciuto giocare quì, l’anno scorso ho pianto tanto dopo l’uscita agli ottavi con Djokovic e adesso non so se sto sognando”. Ha detto il vincitore durante la premiazione, è l’unico che è stato capace di battere sia Djokovic sia Nadal in uno Slam. Commosso in un altro modo anche questo Nadal al 40% ha speso belle parole per il suo avversario: “Sono felice per te Stan, abbiamo un rapporto bellissimo e sono contento. Mi spiace aver chiuso così il torneo, l’anno scorso lo seguivo da casa e qust’anno è stato comunque uno dei più emozionanti della mia carriera”.

 

 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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